FESTIVAL
Laura Pausini è co-conduttrice delle cinque serate della 76ª edizione del Festival di Sanremo insieme a Carlo Conti. Non è la sua prima volta: è già stata su quel palco trionfando, a 18 anni, nella categoria Nuove proposte con il brano La solitudine, il cui protagonista, Marco, inizialmente aveva un altro nome.
Nonna Norma
Laura Pausini è nata a Faenza (Ravenna) il 16 maggio 1974 ed è cresciuta, fino a 18 anni, a Solarolo, un piccolo comune in provincia di Ravenna, in Emilia-Romagna. È la primogenita di Fabrizio Pausini, cantante e musicista di pianobar, e di Gianna Ballardini, maestra d’asilo. Ha una sorella minore, Silvia. Parla spesso della sua famiglia e di ciò che rappresenta per lei. Un legame speciale la univa alla sua adorata nonna paterna Norma (Teresa era il suo vero nome), alla quale ha dedicato il brano E invece no. “È la classica nonna, quella che vedi nei film, quella sempre vestita bene. Nel pomeriggio mi preparava il tè. Io mi nascondevo nell’androne delle sue scale perché c’era un’eco che mi faceva impazzire e lì cantavo a squarciagola e fischiavo”, ha raccontato Laura Pausini in occasione di un concerto, ringraziandola per il temperamento che ha trasmesso a suo figlio (suo papà), a lei e adesso alla sua nipotina Paola. “Adoro aver avuto una nonna come te, un po’ eccentrica. Quando a 16 anni i miei non mi compravano il motorino, eri proprio tu, di nascosto, a prestarmi il tuo… sì, perché tu eri la vera rock star di casa, che prendevi il tuo motorino e andavi alla ricerca di cani e gatti abbandonati e li portavi a casa tua per dargli un posto e una dimora in cui vivere. Tu che hai cantato fino all’ultimo la tua amata Il tango delle capinere… laggiù nell’Arizonaaaa e Parlami d’amore Mariù. Quando ero piccola mi chiedevo dove andassi la sera con quel rossetto rosso e poi ho capito che il tuo sogno era ballare la mazurca, e giustamente sei riuscita a goderti un po’ il tuo sogno dopo aver perso tuo marito troppo giovane”.
La Romagna
Profondamente radicata alla sua terra d’origine, Laura non si è mai risparmiata nel manifestare l’amore e la profonda riconoscenza per la sua amata Romagna e per i suoi affetti che vivono ancora a Solarolo: “Sono nata qui e questo coraggio che mi avete dato per girare il mondo ce l’ho perché sono romagnola”, ha dichiarato in occasione dell’evento Italia Loves Romagna, organizzato per aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione del 2023. Un messaggio ripreso con forza anche su Facebook, commentando la foto di una sua cara amica d’infanzia, Elisa, ritratta mentre presta soccorso con l’acqua che le arriva alle ginocchia: “Questa è Elisa, la mia amica e compagna di scuola, e questa è la mia Solarolo. Forza Romagna, terra mia. Ti amo”. Quello delle origini è il filo conduttore della sua vita privata e artistica, che racconta in modo brillante in un video, My story, portandoci in giro sul Maggiolino per le strade di Solarolo, nella bottega del pane della sua amica Elisa, a Montepaolo, il luogo in cui frequentava il campo scuola “del prete”, l’unica occasione per uscire di casa: “Fino a 18 anni non sono neppure andata in discoteca", confessa sorridendo. Conosceremo la postina del paese; la sua amica di scuola Erica, che aveva gusti musicali completamente diversi dai suoi, eccetto Luca Carboni; la fioraia, ex dirimpettaia di casa; la mamma di Laura, alla quale la cantante ha dedicato una canzone, Perché non torna più.
Marco e le critiche
La vita della piccola Laura è sempre stata pervasa dalla musica: ha iniziato a cantare giovanissima, prima sulle scale della nonna e nel coro della chiesa, poi accompagnando, a soli otto anni, il papà nelle serate di pianobar sulla riviera romagnola. Una vita non semplice per una bambina di quell’età che, dopo la scuola al mattino, studiava sul pulmino per raggiungere le località in cui si sarebbe esibita. La sua prima performance dal vivo con suo papà ebbe luogo in un bar di Bologna. Proprio lui, Fabrizio, le ripeteva spesso che i sogni erano troppo piccoli e che doveva imparare a sognare in grande. A 12 anni, durante le vacanze estive a Cervia, si esibiva nei locali del posto: “Di giorno andavo in spiaggia e mio padre mi rimproverava perché la salsedine mi faceva scendere la voce”. Il palco di Sanremo si avvicina sempre di più, anche se Laura cerca di evitare le competizioni: era timida, voleva solo cantare, nulla di più. Eppure, nonostante non le piacessero i concorsi, quasi controvoglia partecipò a tutti quelli ai quali suo padre la iscrisse, come quello di Castrocaro, in cui si classificò all’ultima posizione; “Romagna mia”, condotto da Fabrizio Frizzi e Iva Zanicchi, con il brano inedito Si sta così, ottenendo il diritto di essere chiamata a Sanremo nella sezione giovani, una chiamata che non ricevette e che fece infuriare suo papà. Poi un giorno le venne proposta dal produttore Angelo Valsiglio, su testo di Pietro Cremonesi, la canzone Anna, che iniziava così: “Anna se n’è andata e non ritorna più…”; da lì la sua intuizione di sostituire quel nome con quello del suo fidanzatino dell’epoca, Marco, per raccontare la sua vera storia, che la porterà direttamente alla 43ª edizione del Festival di Sanremo, era il 1993. Il demo del brano venne spedito al direttore artistico di quell’anno, Pippo Baudo, che la volle subito tra le Nuove Proposte. Fu lì che vinse la categoria. Il brano divenne rapidamente un trionfo, entrando nelle classifiche italiane e internazionali. Eppure qualcuno, all’epoca, non credeva nel suo talento, e lei non l’ha certo dimenticato: “Ah sì, quella ragazzina lì della Romagna… tra un anno non ne sentiremo più parlare”, ha raccontato con ironia sui social, replicando idealmente a chi dubitava di lei: “Mi ricordo bene le vostre facce, tra ex discografici, giornalisti ed esperti di musica. Vi mando un bacione, torno in Italia in tour e ho una gran voglia di spaccare il c..o ai passeri anche lì, a casa mia”. Ironia a parte, e in barba agli scetticismi iniziali, la vittoria a Sanremo fu davvero il punto di svolta per una carriera internazionale che la portò a conquistare il mercato discografico in numerosi Paesi d’Europa, dell’America Latina e oltre, con milioni di dischi venduti e concerti nei teatri e nelle arene di tutto il mondo.
Oggi
Laura Pausini ha collaborato con numerosi artisti italiani e internazionali di rilievo, tra cui Luciano Pavarotti, Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro, Giorgia, Claudio Baglioni, Nek, Phil Collins, Gilberto Gil, Kylie Minogue, Miguel Bosé, Gloria Estefan, Alejandro Sanz, Michael Bublé, Ray Charles, Juan Gabriel, James Blunt, Carlos Rivera, Tiago Iorc, Marc Anthony, Lara Fabian, Juanes e Robbie Williams. Nel corso della sua carriera, la ragazzina della Romagna ha vinto tre Latin Grammy Awards e un Grammy Award come miglior album pop latino, e la sua canzone "Io sì (Seen)" (dedicata a sua mamma) ha conquistato il Golden Globe 2021 come miglior canzone originale, un primato per un brano in lingua italiana. Siamo giunti al 2026, a questo febbraio: prima alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, nel corso delle quali Laura Pausini ha offerto un’interpretazione intensa dell’Inno di Mameli; poi sul palco della 76ª edizione del Festival di Sanremo accanto a Carlo Conti. Un ritorno che ha un solo, chiarissimo leitmotiv: la fedeltà ostinata al proprio talento, coltivato con disciplina, rivendicato con carattere, portato sul palco senza mai tradire la ragazza di Solarolo.
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