orvieto
L’eterna lotta tra il bene e il male. L’intensità drammatica e luminosa dell’ouverture del Tannhäuser di Richard Wagner e la Sinfonia numero 2 di Johannes Brahms. Il silenzio, carico di attesa, e poi i lunghi applausi che hanno fatto vibrare di emozione le navate del duomo di Orvieto. “Non potevamo rinunciare a un luogo così bello per il nostro concerto di Pasqua”, il commento di Laura Musella, presidente del progetto Omaggio all’Umbria, a margine del grande evento che ieri pomeriggio, ancora una volta, ha testimoniato quanto la musica dal vivo riesca a parlare direttamente al cuore.
Un’esperienza intensa, raffinata e profondamente emozionante capace di unire spiritualità, arte e grande musica in una cornice unica per un momento di autentica condivisione. A guidare il pubblico in questo viaggio sonoro è stata l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta dal maestro Daniele Rustioni, tra i direttori più brillanti della sua generazione. A dispetto dei suoi 42 anni, con gesto sicuro e sensibilità interpretativa, quest’ultimo ha saputo restituire tutta la forza e la profondità del programma scelto, accendendo l’entusiasmo degli spettatori presenti e trasportandoli in un clima sospeso tra raccoglimento e meraviglia.
La registrazione del concerto, realizzata dalla Rai, permetterà anche ai telespettatori di rivivere la magia. L’appuntamento televisivo del Venerdì Santo - su Rai 1, dopo la Via Crucis, e su Rai 5, nei giorni successivi - sarà, infatti, l’occasione per condividere su scala nazionale ciò che Orvieto ha già vissuto. Un momento di rara bellezza, dove la musica diventa linguaggio universale e ponte tra tradizione e contemporaneità.
Nelle prime file, le autorità politiche, militari, religiose e civili tra cui il sindaco Roberta Tardani, il prefetto Antonietta Orlando, il questore Michele Abenante, il presidente dell’Opera del Duomo Andrea Taddei e don Stefano Puri, vicario generale della Diocesi di Orvieto-Todi. Fondamentale il contributo dell’associazione Omaggio all’Umbria, sostenuta dal Fondo unico per lo spettacolo e da importanti partner istituzionali e privati, insieme alla collaborazione dell’Opera del Duomo di Orvieto e della Regione. Anche quest’anno non è mancata la presenza dei volontari Unicef, simbolo di un impegno che dal 2008 affianca l’iniziativa: la cultura è anche veicolo di solidarietà.
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