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Stagione

Flavio Insinna al Teatro degli Illuminati a Città di Castello con Gente di facili costumi

23 Febbraio 2026, 20:56

Flavio Insinna al Teatro degli Illuminati a Città di Castello con Gente di facili costumi

Flavio Insinna

Dopo Silvio Orlando, arriva al Teatro degli Illuminati di Città di Castello un interprete interessante e popolare come Flavio
Insinna. La stagione 25/26, organizzata dal Tsu e dall'amministrazione comunale, ospita lo spettacolo Gente di facili costumi di Nino Marino e Nino Manfredi con Flavio Insinna e Giulia Fiume e la regia di Luca Manfredi, in scena mercoledì 25 febbraio alle 20.45.


“Tutto esaurito anche per questo spettacolo della Stagione di prosa e danza”, dichiara l’assessore alla Cultura Michela Botteghi. “La qualità della Stagione e dei nomi che intervengono al cartellone 2025/2026 sono i motivi dell’accoglienza che gli spettatori fin dal primo appuntamento hanno dimostrato.  Siamo certi che sarà apprezzato dal pubblico”.
Andato in scena per la prima volta nel 1988, con lo stesso Nino Manfredi nei panni del protagonista, questo testo è considerato ancora oggi uno dei più eclatanti apparsi sulle scene teatrali italiane negli ultimi decenni. Protagonisti della pièce sono Anna – nome d’arte “Principessa” – una prostituta disordinata e rumorosa che sogna di diventare “giostraia” e Ugo, l’inquilino del piano di sotto, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema ma che sogna di fare film d’arte. La vicenda prende il via la notte in cui Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con la coinquilina che tornando a notte fonda e accendendo il giradischi l’ha svegliato e lei, per la confusione, lascia aperto il rubinetto dell’acqua della vasca allagando irrimediabilmente l’appartamento di lui. Ugo sarà costretto quindi, anche a causa di uno sfratto, a trovare rifugio dalla “Principessa”.

Con questa convivenza forzata inizia un confronto/scontro costellato di incidenti e incomprensioni, ma anche un curioso sodalizio, dove ciascuno condivide con l’altro ciò che ha. Le reciproche posizioni vanno mano a mano ammorbidendosi perché diventa chiaro che ad incontrarsi non sono state solo due vite agli antipodi, ma soprattutto due sogni all’apparenza irrealizzabili. Dall’incontro tra Anna e Ugo nasce un turbine di disastri, malintesi, ilarità e malinconie pienamente in sintonia con l’immagine che il loro autore, Nino Manfredi, ha lasciato nel ricordo di ognuno di noi.

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