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IL PERSONAGGIO

Cristiano De André, il figlio di Faber che ha trovato la sua voce: dal rapporto con il padre alla vita privata

Annalisa Ercolani

18 Febbraio 2026, 21:20

Cristiano De André, il figlio di Faber che ha trovato la sua voce: dal rapporto con il padre alla vita privata

Cristiano De André nasce a Genova il 29 dicembre 1962, figlio del leggendario cantautore Fabrizio De André e della sua prima moglie Enrica "Puny" Rignon. Il suo nome non è casuale: Cristiano è il secondo nome del padre, quasi un presagio di un destino artistico che si sarebbe intrecciato per sempre con quello di Faber. Cresce immerso nella musica e nella cultura, circondato dai principali nomi del cantautorato italiano degli anni Sessanta e Settanta. Ha una sorellastra, Luisa Vittoria detta Luvi, nata nel 1977 dalla relazione del padre con la cantante Dori Ghezzi. Suo nonno paterno era Giuseppe De André, politico e dirigente d'azienda.

A 11 anni si avvicina alla chitarra, a 17 al violino, strumento che studia per cinque anni al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. Già durante l'adolescenza comincia a comporre le prime musiche per spettacoli teatrali al Teatro Popolare di Genova, mostrando una vocazione artistica precoce e multiforme.

Il padre Fabrizio De André: un genio, un'assenza, un perdono

Parlare di Cristiano significa inevitabilmente parlare di Fabrizio De André, uno dei più grandi cantautori italiani di sempre, nato il 18 febbraio 1940 a Genova e scomparso l'11 gennaio 1999 a Milano. Fabrizio è stato il primo artista italiano a introdurre nelle canzoni tematiche nuove, lontane dal sentimentalismo tradizionale: i suoi testi raccontavano gli ultimi, gli emarginati, i ribelli, con riferimenti letterari che spaziavano da François Villon ai Vangeli apocrifi, dall'Antologia di Spoon River alla denuncia sociale. Album come Tutti morimmo a stento, La buona novella, Non al denaro non all'amore né al cielo, Creuza de mä e Anime salve hanno segnato la storia della musica e della cultura italiana.

Il rapporto tra padre e figlio non è stato semplice. Fabrizio, appena ventiduenne quando nacque Cristiano, lavorava di notte e viaggiava spesso, lasciando il figlio crescere in un clima di assenza e parole non dette. "È stato difficile crescere con mio padre, ma da adulto l'ho compreso e non mi sono mai pentito di aver seguito le sue orme", ha raccontato Cristiano. "È stato un po' distratto nei miei confronti, non aveva molto spazio da dedicarmi, ma l'ho capito e l'ho perdonato".

Fabrizio, per giunta, non voleva che il figlio seguisse le sue orme: avrebbe preferito vederlo fare l'agricoltore nell'azienda di famiglia in Sardegna. "Mi faceva senso veder partorire le mucche", ha rivelato Cristiano con ironia. Alla fine, cedendo alle insistenze del figlio, lo iscrisse al Conservatorio di Genova.

Nella sua autobiografia La versione di C., Cristiano ha raccontato di un padre spesso assente, con i suoi problemi con l'alcol — una battaglia che anche Cristiano avrebbe combattuto in età adulta. "Alla fine però esce il senso del perdono. Che c'era già stato con lui ancora in vita. Essere padre non è nel Dna di tutti", ha dichiarato al Corriere della Sera.

Il grande riavvicinamento avvenne quando Fabrizio chiese a Cristiano di lavorare come arrangiatore e polistrumentista nel tour di Anime salve, tra il 1997 e il 1998. "È stato il periodo più intenso che ho vissuto insieme a lui sia dal punto di vista professionale sia umano. Abbiamo avuto molto tempo per stare insieme, per parlarci come non avevamo mai fatto, per conoscerci meglio. Per fortuna c'è stato questo momento, altrimenti oggi avrei il rimpianto di non averlo vissuto". Quel tour fu anche l'ultimo di Fabrizio, che morì il 12 gennaio 1999.

Gli esordi: i Tempi Duri e il debutto a Sanremo

Nei primi anni Ottanta Cristiano fonda la band Tempi Duri insieme a Carlo Facchini, Marco Bisotto e Carlo Pimazzoni. Il gruppo pubblica il singolo Tempi Duri nel 1982 e l'album Chiamali Tempi Duri l'anno successivo, accompagnando anche Fabrizio De André in diversi tour, inclusa la tournée di Creuza de mä nel 1984.

Nel 1985 Cristiano intraprende la carriera solista e partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, nella sezione Giovani, con il brano Bella più di me: si classifica quarto e vince il Premio della Critica "Mia Martini". È il primo segnale che il figlio di Faber ha una voce propria.

La carriera solista e i grandi successi

La discografia solista di Cristiano si sviluppa attraverso album che mescolano canzone d'autore, ironia e intensità emotiva:

  • 1987Cristiano De André, album d'esordio con la collaborazione di Massimo Bubola, contenente Briciola di pane, dedicata alla figlia Fabrizia appena nata

  • 1990L'albero della cuccagna, con la partecipazione di Mauro Pagani, Vince Tempera, Ellade Bandini e Ares Tavolazzi

  • 1992Canzoni con il naso lungo, album maturo e ricco di energia, con la collaborazione di Eugenio Finardi

  • 1993 – Ritorno trionfale a Sanremo nella categoria Campioni con Dietro la porta: secondo posto assoluto, Premio della Critica e Premio Volare. Il brano viene considerato la "canzone vincitrice morale" di quell'edizione

  • 1995Sul confine, con collaborazioni con Eugenio Finardi e un brano insieme al padre Fabrizio, Cose che dimentico

  • 2001Scaramante, accolto come il culmine della sua produzione artistica, insignito del Premio Lunezia

  • 2003 – Terza partecipazione a Sanremo con Un giorno nuovo (12º posto)

  • 2013Come in cielo così in guerra, seguito da un tour nelle principali città italiane

  • 2014 – Quarta partecipazione a Sanremo con i brani Invisibili e Il cielo è vuoto: settimo posto in finale, Premio della Critica "Mia Martini" e Premio al miglior testo "Sergio Bardotti"

De André canta De André: l'omaggio al padre

A partire dal 2009, Cristiano dà vita al progetto De André canta De André, una serie di tour e album live in cui reinterpreta dal vivo il repertorio del padre Fabrizio. Il primo volume, De André canta De André (2009), viene certificato disco d'oro con oltre 45.000 copie vendute. Seguono il Vol. 2 (2010), il Vol. 3 (2017) e Storia di un impiegato (2023).

Il progetto, che ha registrato sold out in tutta Italia tra teatri e arene estive, ha confermato Cristiano come il custode naturale del patrimonio artistico di Faber. In scaletta brani indimenticabili come La canzone di Marinella, Il Pescatore, Don Raffaè, Creuza de mä, Amico fragile e Fiume Sand Creek.

Nel 2026 è previsto il De André Canta De André Best Of Tour, con date da aprile ad agosto in tutta Italia, da Civitanova Marche a Napoli, da Bergamo a Fiesole.

Sanremo 2025 

Nel febbraio 2025 Cristiano torna sul palco dell'Ariston come ospite di Bresh nella serata dei duetti, interpretando Crêuza de Mä. L'esibizione riaccende in lui la voglia di tornare in gara. Pochi giorni dopo dichiara all'ANSA: "Spero di riuscire a trovare un pezzo valido per andare a Sanremo e se ci riesco mi piacerebbe tornarci in gara".

Cristiano non nasconde il suo amore per il palco dell'Ariston: "Sanremo è divertente, mi è sempre piaciuto andarci. Andarci è sempre bello e divertente, è un paese dei balocchi, sei sempre al centro dell'attenzione". Un sentimento opposto rispetto al padre: "Lui, in generale, il palco lo ha sempre sofferto, gli dava fastidio, si sentiva osservato, non sapeva che facce fare oppure aveva paura di fare una faccia sbagliata, era molto teso".

Vita privata

Cristiano De André ha quattro figli: dalla prima compagna Carmen De Cespedes ha avuto Fabrizia (1986) e i gemelli Francesca e Filippo (1990); dalla relazione con Sabrina La Rosa è nata Alice (1999). Nel 2018 è diventato nonno di Riccardo, figlio di Fabrizia.

Dopo anni trascorsi a Milano, Cristiano vive oggi in Sardegna, lontano dal caos cittadino: "Da quando vivo in Sardegna, immerso nella natura, va molto meglio. Qui, di fronte alla Corsica, c'è un movimento continuo: il mare è tempestoso e poi calmo, le giornate cambiano i colori di un paesaggio che sembra uguale ma è in continua evoluzione".​ Sul fronte sentimentale, è legato a Ottavia Pojaghi Bettoni, una relazione molto discussa per la differenza di età.

L'insegnamento di Faber

"Essere figlio di un genio come lui mi ha fatto capire i miei limiti", ha sintetizzato Cristiano. Ma in quei limiti ha trovato uno spazio tutto suo: una carriera di oltre quarant'anni, quattro partecipazioni a Sanremo, tre Premi della Critica, un progetto di omaggio paterno che è diventato un classico del panorama live italiano, e la consapevolezza di essere non solo il figlio di Fabrizio De André, ma un artista capace di camminare — e suonare — con le proprie gambe.

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