televisione
Rosario Fiorello
Non c’è niente da fare: quando si parla di podio del Festival di Sanremo, Rosario Fiorello sembra avere un feeling speciale con la classifica finale. Da bambino prodigio a showman, la leggenda racconta che il conduttore siciliano azzecchi il podio da decenni, tra pronostici dati "per scherzo" e prime pagine di giornale pronte a celebrarlo come un profeta dell’Ariston.
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Tutto inizia nel 1969, quando un Fiorello di appena 9 anni, da Augusta, finisce sui giornali per aver indovinato con incredibile precisione il podio di Sanremo: primo posto a Bobby Solo e Iva Zanicchi con Zingara, secondo Sergio Endrigo e Mary Hopkin con Lontano dagli occhi, terzo Don Backy e Milva con Un sorriso. Il sindaco lo definisce addirittura "un miracolo" e promette di seguire con interesse la sua carriera; spoiler: aveva visto lungo.
Anni dopo, Fiorello torna a giocare con il destino del Festival, stavolta da protagonista del mondo dello spettacolo. Nel 2014 i giornali titolano che lo showman ha "azzecato il tris di Sanremo": Arisa al primo posto, Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots secondi, Renzo Rubino terzo. Un altro podio centrato, un’altra pagina di costume che alimenta il mito del suo sesto senso sanremese.
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Nel 2017 la storia si ripete: tra una battuta e l’altra, Fiorello ipotizza il podio e il giorno dopo la finale risulta esatto. Le cronache raccontano di fan pronti a chiedergli non solo le previsioni sul Festival, ma anche i numeri da giocare al Lotto. E arriviamo a quest’anno. Secondo il conduttore de La Pennicanza, sul gradino più alto del podio saliranno Fedez e Masini, Ditonellapiaga si piazzerà al secondo posto e Serena Brancale completerà il terzetto sul terzo. Il consiglio di Fiorello è chiaro: "Scriveteli e metteteli in una busta sigillata con la ceralacca… Se dovesse succedere arresteranno tutti!". Una battuta, certo, ma che suona come la perfetta chiusura del cerchio: dall’oracolo bambino del 1969 al mattatore che nel 2026 continua a giocare con il destino di Sanremo, tra ironia, superstizione e quella sensazione che, quando c’è di mezzo Fiorello, al podio convenga sempre dare un’occhiata in più.
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