MUSICA
Michele Bravi sta per calcare il palco dell'Ariston per la terza volta nella sua carriera. Il cantante di Città di Castello - classe 1994 - tornerà a Sanremo con Prima o poi, un brano che racconta gli inadeguati. Ospite di Alessandro Cattelan nelle puntate dedicate al Festival del podcast Supernova, il cantautore umbro ha parlato delle sue sensazioni alla vigilia della kermesse e delle sue insolite idee per il futuro.
"Sanremo di solito crea una tensione generale che sembra sempre di essere in un gioco di spionaggio, ma io me la sto vivendo in serenità - ha spiegato Bravi -. Il mio primo Sanremo me lo ricordo con angoscia, forse ora sono invecchiato. Come vivrò la settimana sanremese? Tranquillo. Quest’anno porto mia madre perché mi ha detto che non l’avevo mai portata. Non le ho ancora preso una camera d’albergo, spero di trovarne una o dormirà in camera con me".
"Anche mia madre è tranquilla - ha continuato - non sa nemmeno quante volte ho fatto Sanremo. L’altra volta mi ha chiesto: 'Ma tu sei mai stato?'. La vive con tranquillità".
E sul suo futuro, finito il festival: "Sono arrivato nella fase della vita in cui il mio unico sogno è avere una fattoria. Quindi Sanremo me lo vivo come un momento professionale incredibile, ma il mio desiderio è scappare in campagna. Sono nato in quel contesto, sono scappato per la città e ora, dopo 13 anni, vorrei solo tornare e avere un asinello. Mai più musica. Solo camicie a quadri e asinelli; mungere e tagliare la legna. Nel mio casale mi immagino a fare l'apicoltore, anche se poi forse non lo farei mai davvero".
Nel corso dell'intervista, Michele Bravi ha anche parlato della sua passione per la Focaccia - argomento uscito in un gioco ideato da Cattelan per il podcast sanremese: "Sulla focaccia ho delle posizioni serie. Non esiste che la focaccia sia "unta": esiste l'olio con la focaccia buona. Se è secca non va bene. Io mi devo specchiare nell’olio; quando finisco di mangiarla devo guardarmi le mani e dire "che cosa ho fatto?". A Città di Castello si chiama ciaccia. È un nome onomatopeico, ti chiama quella cosa che ti impasta un po'".
Infine, su chi vincerà Sanremo secondo lui: "Piccola premessa. Sono vecchio al punto che non conosco tutti i giovani in gara, quindi non è un pronostico completo. Però ti direi Dargen d'Amico".
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