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L'INTERVISTA

Emanuele Raggi, detto 'Fetoncino': "Con Teo Mammucari un colpo di fulmine. A Domenica In improvviso sempre, Mara Venier trema quando mi vede entrare"

Il custode del cimitero di Gualdo Tadino si racconta tra 'Lo Spaesato' e l'esperienza su Rai 1

Ilaria Albanesi

15 Febbraio 2026, 16:15

Emanuele Raggi, detto 'Fetoncino': "Con Teo Mammucari un colpo di fulmine. A Domenica In improvviso sempre, Mara Venier trema quando mi vede entrare"

Da Gualdo Tadino alle luci della ribalta di Rai 1. Emanuele Raggi, meglio conosciuto come Fetoncino, è diventato ospite fisso di Domenica In nel gioco telefonico La Cassaforte, ideato e presentato da Teo Mammucari. Un sodalizio, quello con il conduttore e comico romano, che nasce durante le riprese della puntata gualdese de Lo Spaesato. In quell'occasione, il custode del cimitero cittadino non ha solo interpretato un ruolo, ma ha conquistato il pubblico con la sua spontaneità e simpatia.

Lei ha fatto il suo esordio in Tv con Lo Spaesato. Com'è nata l'esperienza?

È stata una cosa naturale perché ci siamo visti nel mio ambito di lavoro, al cimitero. Lui (Teo Mammucari) girava per i paesi cercando personaggi; abbiamo girato una parte della puntata al cimitero e poi a teatro. È stato subito un "amore a prima vista". Tutto è nato perché un'agenzia mi aveva contattato lo scorso marzo; dopo un primo incontro a casa mia con la troupe, ci siamo organizzati. È stato molto spontaneo, non sembrava nemmeno di fare una trasmissione televisiva.

L’idea di affiancare Teo Mammucari a Domenica In è nata sempre in quei giorni?

Sì. Teo cercava una figura simpatica che lo affiancasse per lo spazio della cassaforte. Dovevo andarci già a inizio stagione, ma hanno aspettato prima che andasse in onda la puntata de Lo Spaesato.

È stato un colpo di fulmine anche per Domenica In?

Sì. È nato un feeling, un'empatia tra di noi. Mi sono trovato bene perché non ti fanno pesare la differenza tra artisti e gente comune, mi trattano come un ospite d’onore.

Teo Mammucari dal vivo com'è?

Una grande persona. In tv fa la parte del classico romano, ma fuori dal lavoro è di un'umiltà che non mi aspettavo. Ho conosciuto una bellissima persona, un uomo ricco di valori. Lui mi presenta a tutti gli artisti come suo collaboratore e questo mi riempie d'orgoglio.

E Mara Venier?

Lei è una signora, bravissima. È la padrona di casa e deve gestire la situazione perché io e Teo entriamo in diretta nazionale senza prove. È tutto improvvisato. Lei "trema" sempre per l'imprevisto, ma io vado dritto perché se pensi ai milioni di spettatori ti blocchi. La mia forza è la spontaneità.

I personaggi che interpreta ogni domenica come nascono? 

C'è un costumista e un direttore artistico che programmano la puntata. Ogni domenica studiano il personaggio insieme a Teo e Mara, e quando arrivo faccio la prova costume. Teo mi dice sempre: "Fai quello che ti senti e vai".

La sua puntata preferita?

Quella in cui mi hanno vestito da ballerino, ci siamo sbizzarriti. Ma ogni domenica è bello perché mi tengono partecipe, non mi fanno sentire l'ultimo arrivato. C'è un grande lavoro dietro, anche per i miei costumi. Tutti cercano di fare una bella figura. E questo fa crescere la mia stima personale, perché anche a me, che non sono nessuno, trattano come se dovessero vestire un personaggio famoso. Mi trovo davvero bene. 

Come le ha cambiato la vita questa esperienza?

A livello personale è una rivincita. In passato ho avuto i miei problemi e la gente parlava male; ora mi applaudono. Ma non mi monto la testa, la prendo ogni giorno come un'esperienza di vita. Vedo tanti ragazzi che fanno i provini con il sogno negli occhi, e Teo scherza sempre: "Guarda tu che nemmeno sai come ti trovi qua". 

Tra gli ospiti conosciuti a Domenica In, chi le è rimasto più impresso?

Luca Cordero di Montezemolo. Un vero signore, mi è rimasto nel cuore. Poi ho conosciuto Lino Banfi, Cocciante e Al Bano, che è molto alla mano.

Lei tifa Milan. Ha conosciuto qualche altro milanista tra gli ospiti?

Pochi, quasi tutti romanisti. Teo voleva portarmi in tribuna a vedere Roma-Milan, ma gli ho detto di dare il biglietto a un altro perché poi so che mi arrabbio quando guardo le partite, quindi volevo evitare litigate.

Gualdo Tadino, la sua città, è stata protagonista de Lo Spaesato. Dopo la messa in onda, alcuni dei suoi compaesani hanno criticato il programma. Hanno cambiato idea?

Non so se hanno cambiato idea, ma ho capito che chi ha detto male ora "si morde il gomito", ma molti fanno gli indifferenti. Io rimango me stesso. Il programma era ironico, non un documentario. Mi spiace vedere dell'invidia da parte di alcuni, ma la soddisfazione personale di rappresentare Gualdo per 15 puntate su Rai 1 rimane.

"Fetoncino" è un soprannome particolare, che storia c'è dietro?

È un soprannome storico di famiglia. Lo aveva già il nonno di mio padre (il mio bisnonno) perché aveva una protuberanza sulla fronte che sembrava un uovo, un "fetone". Io da bambino stavo sempre con mio nonno ed è nato "Fetoncino", il piccolo "Fetone". Ormai in Rai per loro il personaggio è Fetoncino, è diventato il mio nome d'arte.

Sarà ospite a Domenica In fino a fine stagione?

Sì, la stagione la finisco. Per il futuro vedremo. Intanto questo anno fortunato lo prendo come una grazia e come una grande esperienza che mi ha insegnato tante cose. La cosa più grande che mi ha insegnato è l’umiltà, a mettere tutti allo stesso livello e a non giudicare mai. 

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