Curiosità
Un amore proibito ha dato vita a uno dei cioccolatini diventati simbolo di San Valentino, i Baci Perugina. Dietro al cuore di gianduia e granella di nocciole avvolto da un cartiglio argentato c'è la storia tra Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni, due grandi personaggi della città di Perugia - e dell'Italia in generale.
"Luisa Spagnoli era una donna eccezionale nella mente e nel cuore", così diceva Giovanni Buitoni dell'imprenditrice perugina. Nata nel capoluogo umbro nel 1877, Luisa - nata Sargentini - si sposa molto giovane con Annibale Spagnoli, insieme al quale rileva un negozio di confetti. Nel 1907, insieme a Francesco Buitoni e Leone Ascoli, apre una piccola azienda - composta inizialmente da solo 15 dipendenti - nel centro storico di Perugia. Nasce così la Perugina. Con lo scoppio della prima guerra mondiale, è la brillante imprenditrice a mandare avanti la piccola azienda, insieme ai figlio Mario e Aldo. A fine conflitto, la Perugina è già una manifattura con oltre cento dipendenti.
Nel 1922, a causa di attriti interni, Annibale Spagnoli si ritira dall'azienda. Nasce qui l'amore proibito tra Luisa e il giovane Giovanni Buitoni, figlio del socio Francesco. A separare i due sono quattordici anni di differenza. La storia non diventò subito di dominio pubblico, ma rimase, probabilmente, nota solo alla famiglia dei due e a una ristretta cerchia di fidati.
A sugellare il loro amore, il bacio più famoso del mondo dei dolci. Era il 1922. Luisa si accorge che, a fine giornata, il cioccolato e la granella di nocciole non usate in azienda vengono buttati. Inventa così un cuore di gianduia e granella di nocciole, un cioccolatino con la forma simile alla nocca di una mano. Il primo nome dato dall'imprenditrice è quello di Cazzotto, ma Giovanni Buitoni lo rinominerà Bacio Perugina.
Nell'autobiografia di Giovanni Buitoni la storia con Luisa Spagnoli viene ancora trattata come una profonda amicizia. Significativo è il passaggio che parla della scomparsa, a Parigi, dell'imprenditrice. Negli anni trenta le viene diagnosticato un tumore alla gola. Buitoni la trasferisce a Parigi per garantirle le migliori cure e rimane con lei fino alla sua morte, avvenuta nel 1935.
"Sono vicina alla morte, lo sento; ma prima di andarmene ti farò trovare una giovane straordinaria che si unirà a te per tutta la vita e farà per te quello che non potrò più fare io", queste le parole dell'imprenditrice. Una profezia, riportata nell'autobiografia di Buitoni, che si avvera poco dopo, quando a Parigi incontra Letizia Cairone, la sua futura moglie.
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