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Curling, lo sport che ha conquistato i social alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: scopri tutte le regole del gioco

Annalisa Ercolani

11 Febbraio 2026, 15:26

Curling, lo sport che ha conquistato i social alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: scopri tutte le regole del gioco

Se è un sogno, non vogliamo svegliarci: Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno appena messo al collo la medaglia di bronzo nel doppio misto del curling a Milano Cortina 2026, battendo la Gran Bretagna 5-3 e confermandosi sul podio olimpico quattro anni dopo l’oro di Pechino 2022. Un risultato che profuma di storia per l’Italia in una disciplina che, da sport “di nicchia”, è diventata l’ossessione collettiva di questi Giochi. 

La sensazione è chiara: non è più solo simpatia passeggera, è una vera e propria dipendenza sportiva. E a giudicare da commenti, meme e video che rimbalzano tra TikTok, Instagram e X, non c'è nessuna intenzione di smettere di farci travolgere dal fascino dello sport.

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Tutti pazzi per il curling: il boom sui social

Pentole di terracotta lanciate sul ghiaccio, robot aspirapolvere inseguiti con la scopa, teiere che scivolano sul pavimento come stone improvvisate: benvenuti nell’universo social del curling ai Giochi di Milano Cortina 2026. Quello che per decenni è stato percepito come lo sport più misterioso e incomprensibile del programma olimpico si è trasformato nel fenomeno virale più irresistibile di queste Olimpiadi invernali.

Era già accaduto a Pechino 2022, quando proprio Constantini e Mosaner avevano fatto innamorare l’Italia conquistando il primo storico oro olimpico nel doppio misto, ma giocare “in casa” ha moltiplicato l’effetto. Centinaia di video casalinghi stanno invadendo i social: c’è chi sostituisce le stone con le pentole, chi rincorre la Roomba come fosse un’azione decisiva, chi trasforma una semplice teiera in protagonista di un end caricaturale, spesso con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

L’Ice Man: la prima star virale dei Giochi

Tra un end e l’altro, a rubare la scena è stato anche un protagonista inatteso: il tecnico del ghiaccio dello stadio olimpico di Cortina, ribattezzato “Ice Man”. Il suo modo di muoversi sulla pista, con un passo fluido che richiama il moonwalk di Michael Jackson, è diventato in pochi minuti un contenuto virale, condiviso e rilanciato da utenti e testate.

Dietro quel movimento quasi coreografico c’è però una tecnica fondamentale: il pebbling. Il tecnico spruzza minuscole gocce d’acqua sul ghiaccio che, congelando all’istante, creano micro-rugosità indispensabili per far scivolare correttamente le stone. Camminare all’indietro serve a distribuire l’acqua in modo uniforme senza rovinare il lavoro appena fatto. È la dimostrazione che, nel curling, persino il dietro le quinte è fatto di dettagli scientifici e precisione millimetrica.

Ma cos’è il curling?

Il curling viene spesso definito “gli scacchi del ghiaccio”, perché unisce abilità tecnica e grande strategia. Nato nella Scozia medievale — il primo riferimento scritto risale al 1541, nei registri dell’abbazia di Paisley — è uno sport di squadra praticato su una pista ghiacciata, in cui si utilizzano pesanti pietre di granito levigate, le stone, che pesano tra 17 e 20 kg.

Come si gioca

  • Obiettivo: far scivolare le stone il più vicino possibile al centro della “casa”, un bersaglio composto da cerchi concentrici colorati.

  • Squadre: nel torneo tradizionale si sfidano due team da quattro giocatori; nel doppio misto, come quello di Constantini e Mosaner, due atleti per squadra.

  • End: la partita è divisa in end (mani). Nelle gare a squadre ogni squadra lancia 8 pietre per end, nel doppio misto 5 pietre ciascuna, con due stone già posizionate all’inizio dell’azione.

  • Punteggio: a fine end, segna solo la squadra che ha la stone più vicina al centro (button); si conta una pietra per ogni stone più vicina al button rispetto alla migliore dell’avversario.

  • Spazzata: dopo il rilascio, i compagni spazzano il ghiaccio davanti alla pietra con speciali scope per ridurre l’attrito, prolungare la corsa o modificare leggermente la traiettoria.

  • Curl: la leggera rotazione impressa alla stone al momento del lancio le fa seguire una traiettoria curva, da cui il nome stesso dello sport.

Le pietre: un pezzo di Scozia

Le stone da curling sono quasi un’icona: vengono tradizionalmente ricavate dal granito dell’isola di Ailsa Craig, al largo della costa scozzese. Le varietà Blue Hone e Ailsa Craig Common Green sono le più pregiate, perché assorbono pochissima acqua e resistono agli urti e alle escursioni termiche. Per proteggere l’ecosistema dell’isola, oggi una parte della produzione utilizza anche il granito Trefor, estratto in Galles. Una singola stone può costare intorno ai 600 dollari canadesi, circa 410 euro, a dimostrazione di quanto questo “gioco di precisione” sia anche un investimento tecnologico.

Constantini e Mosaner: dal sogno d’oro al bronzo di casa

La coppia che ha acceso la passione italiana per il curling è tornata protagonista sul ghiaccio di casa. Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno disputato un torneo da protagonisti nel doppio misto di Milano Cortina 2026: dopo il round robin chiuso ai vertici della classifica, la semifinale persa di misura contro gli Stati Uniti (8-9) ha momentaneamente spento il sogno dell’oro-bis.

La risposta è arrivata nella finalina per il bronzo, giocata con lucidità e sangue freddo: l’Italia ha battuto la Gran Bretagna 5-3, firmando la seconda medaglia olimpica consecutiva della coppia e l’undicesimo podio complessivo degli azzurri ai Giochi di casa. Decisivi i colpi di precisione di Constantini e la gestione tattica del power play, la variante che permette di posizionare strategicamente le prime pietre dell’end per costruire il punteggio. A fine match, tra lacrime, sorrisi e abbracci, Mosaner ha sottolineato quanto questo bronzo, conquistato davanti al pubblico di casa e sotto aspettative altissime, valga quasi più dell’oro di Pechino.

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Perché il curling ci conquista ogni quattro anni

Il segreto del curling sta in un equilibrio perfetto: è uno sport relativamente semplice da capire nelle sue basi, ma estremamente sofisticato nella strategia. Il silenzio rarefatto della pista, interrotto solo dalle chiamate degli skip, si alterna alle spazzate frenetiche, alle traiettorie millimetriche e a finali di end decisi per una manciata di millimetri.

 

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A Milano Cortina 2026, questa disciplina è diventata il punto d’incontro tra sport, cultura pop e creatività social: riempie i palazzetti, genera meme a catena, ispira parodie domestiche e alimenta discussioni tecniche tra neofiti e appassionati. Un fenomeno che, Olimpiade dopo Olimpiade, dimostra come questi “scacchi del ghiaccio” nati nella Scozia del Cinquecento abbiano trovato nel pubblico del XXI secolo il loro palco ideale.

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