Lutto
Bianca Maria Piccinino, ricordata come la prima donna alla conduzione del Tg, è scomparsa lo scorso luglio all'età di 101. La notizia però è trapelata solo nelle ultime ore, dopo sei mesi di silenzio voluti proprio dalla giornalista: "Per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti - ha spiegato la figlia Paola Ricci all'Adnkronos -. Immagino che poi sia comunque trapelata e ormai, a oltre sei mesi dall'accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta fatica. La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha più voluto 'fare notizia', nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano intervistarla".
Il primo a segnalare pubblicamente l'assenza di qualsiasi notizia o commemorazione sulla morte di Bianca Maria Piccinino è stato il giornalista Michele Bovi - già caporedattore centrale del Tg2, dirigente di Rai2 e capostruttura per l'intrattenimento di Rai1 - in un articolo pubblicato su Huffington Post Italia il 29 settembre 2025, quindi oltre due mesi dopo il decesso della giornalista. Nella stessa data, anche il collega Massimo Emanuelli ha ripreso sul proprio blog proprio il riferimento di Bovi alla scomparsa di Piccinino.
Nata a Trieste il 29 gennaio 1924 e laureata in biologia, Bianca Maria Piccinino entrò in Rai nel 1953 come autrice televisiva e presentatrice di programmi di divulgazione scientifica. Nel 1954 condusse la trasmissione "Ragazzi in gamba" insieme all'attore Piero Pompili, introducendo il primo pupazzo della storia della televisione italiana, Serafino. Dal 1956 al 1964 presentò, al fianco di Angelo Lombardi e dell'assistente Andalù, il programma "L'amico degli animali". Negli anni successivi divenne responsabile dei servizi di moda per il telegiornale, settore in cui si affermò come pioniera. Piccinino è stata la prima donna a condurre il Telegiornale del pomeriggio sul Canale Nazionale e il Tg1 delle 13.30. Nel 1976 condusse, insieme a Emilio Fede, la prima edizione del Tg1. Nel 1981 commentò in diretta per Rai 1 il matrimonio del principe Carlo e lady Diana Spencer. Rimase in Rai anche dopo il pensionamento nel 1989, curando per alcuni anni il settimanale televisivo "Moda", settore verso il quale continuò a nutrire una grande passione che la portò a tenere seminari nelle Università di Madrid, Firenze e Bologna.
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