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Farwest
Nuovo appuntamento con Farwest, il programma d'inchiesta condotto da Salvo Sottile, in onda stasera - martedì 10 febbraio - alle 21.25 su Rai 3. Al centro della puntata l'inchiesta in merito alla manifestazione dei gruppi antagonisti di sinistra contro le Olimpiadi invernali. A sette giorni dagli scontri avvenuti a Torino in occasione del corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna, circa cinquemila manifestanti hanno marciato a Milano per contestare la presenza dell'Ice e l'organizzazione di grandi eventi nella città. Le telecamere di “Farwest” hanno seguito il corteo fino agli scontri verificatisi nel quartiere Corvetto. Il programma torna anche a Torino per raccogliere le testimonianze dirette dei militanti, che difendono le proprie idee accanto alle voci dei giornalisti che hanno documentato gli eventi da vicino e per intero. Ne emerge un resoconto schietto, volto a mostrare i diversi punti di vista su una protesta che continua a generare forti divisioni.
Al centro dell’attenzione c’è la presunta rete di soggetti violenti che collegherebbe gli episodi di Torino alle storiche mobilitazioni No Tav in Val di Susa. Particolare rilievo assumono le dichiarazioni degli agenti delle forze dell'ordine impegnati durante quei fatti. Viene inoltre approfondita l’ipotesi di una vera e propria “palestra” dell’antagonismo, che dalla valle piemontese si estenderebbe poi al contesto urbano di Torino.
A seguire, un reportage dedicato ai principali cimiteri di Roma, segnati da incuria, abbandono e carenze di sicurezza. L'inchiesta cerca di individuare le responsabilità in gioco e di proporre possibili soluzioni per ridare decoro a luoghi che appartengono all’intera comunità cittadina.
Si sposta poi l’attenzione su Ostia, lungo il litorale romano, per esaminare la vicenda del Faber Village: un ex stabilimento balneare confiscato alla criminalità organizzata, occupato da tempo e diventato emblema di degrado e trascuratezza. Le immagini mostrano lo stato del complesso e documentano quanto avviene al suo interno, seguendo l’intervento delle forze dell'ordine che hanno proceduto all'identificazione degli occupanti.
Infine, si torna sul tema della malagiustizia attraverso un’intervista che ripercorre la storia di Giuseppe Melzi, noto avvocato milanese arrestato con l’accusa di essere un pericoloso capo clan della ’ndrangheta. Secondo l’impianto accusatorio iniziale, la cosca avrebbe avuto proprio nel suo studio legale la sede operativa. Accuse che, in seguito, si sono dimostrate completamente infondate.
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