Il personaggio
Figlia di don Ciccio, moglie di "U Longo" e sorella di "U Siccu", nel sangue di Rosalia Messina Denaro scorre la lunga storia di Cosa nostra, ereditata dagli uomini d'onore della sua famiglia che lei stessa ha dovuto sostituire quando, mano a mano, venivano arrestati. Un po' per l'ambiente, un po' per il carattere, anche Rosalia si impose sulla scena mafiosa diventandone esponente e boss. Figlia di Francesco Messina Denaro (don Ciccio) - deceduto nel 1998 - e sorella dell'ex latitante Matteo Messina Denaro (U Siccu), Rosalia detta "Rosetta" era sposata con Filippo Guttadauro (U Longo), esponente della cosca palermitana di Brancaccio.
Il sodalizio tra i due stringeva l'alleanza tra le due famiglie più influenti di Cosa nostra siciliana, quella di Castelvetrano in mano ai Messina Denaro e quella di Brancaccio guidata dai Guttadauro e dai fratelli Graviano. Nonostante le logiche di potere che si respiravano nel matrimonio, il comando rimase sempre dei Messina Denaro, tantoché i due figli degli sposi presero il nome dei genitori di Rosalia, Francesco e Lorenza.
Il lungo elenco degli uomini d'onore arrestati parte proprio dal marito di Rosalia, Filippo Guttadauro, che ha già scontato la pena principale per associazione mafiosa. Segue il figlio Francesco Guttadauro – nipote prediletto di Matteo Messina Denaro e spesso soprannominato anche lui "U Siccu" – che sta ancora scontando una pena di 16 anni per associazione mafiosa. Infine, il genero Girolamo "Luca" Bellomo, marito di Lorenza Guttadauro ex detenuto per mafia, rapina e traffico di droga. Rosalia è la maggiore delle sorelle Messina Denaro ed è stata condannata in appello a 14 anni per associazione mafiosa aggravata e ricettazione. Prima di lei era stata arrestata la sorella Patrizia, detta "A Curta", moglie del boss Vincenzo Panicola, scarcerata per fine pena a luglio 2025. Seguono Bice e Giovanna, la prima vedova del commercialista Rosario Allegra, impegnato nella gestione di centri di scommesse online; l'altra, è la moglie di Gaspare Como, uno degli ultimireggenti di Cosa Nostra di Castelvetrano.
Per Rosalia il fratello Matteo era un re degno di essere rappresentato in un ritratto appeso al centro del salone di casa, raffigurante il boss con una corona. Dietro le quinte, a tenere le redini del comando era proprio Rosalia, la quale per incontrarla era necessario recarsi a casa sua e presentare le proprie istanze.
In virtù del legame così stretto con il fratello, Rosalia cresce Lorenza Alagna, figlia che il boss ebbe nel 1996 dal legame con Francesca Alagna. Ma la convivenza era destinata a terminare, Lorenza e la madre infatti decisero di lasciare la casa di Rosalia dove ancora viveva la nonna Lorenza Santangelo, vedova di don Ciccio. Una decisione probabilmente dettata dall'aspro carattere della zia Rosalia, che per Lorenza voleva imporsi come padre e madre.
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