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Spoleto riparte dalle radici, ma guarda dritto al futuro. E lo fa da Roma, in uno dei luoghi più istituzionali possibili, il Senato, dove lunedì scorso, nella sala convegni di palazzo Madama, l'associazione Spoleto Festival Friends ha riunito soci, sostenitori e ospiti per una serata dedicata al Festival dei Due Mondi e al suo nuovo corso artistico, affidato a Daniele Cipriani. Un evento denso, partecipato, che è stato soprattutto l'occasione per ascoltare le anticipazioni più significative della prossima edizione del Festival. Non semplici suggestioni, ma una mappa precisa di scelte, indirizzi e visione. Una visione che dà spazio ai giovani e a tutte le arti.

Daniele Cipriani - che l'estate scorsa è stato nominato nuovo direttore artistico del Due Mondi dal ministro della Cultura Alessandro Giuli - ha indicato una parola chiave per la sua prima edizione: radici. «È dal pieno rispetto della storia del Festival, della città di Spoleto e della figura di Gian Carlo Menotti che voglio ripartire» - ha spiegato -. Radici non significa guardare indietro, ma sapere da dove si viene per poter guardare lontano, soprattutto verso le nuove generazioni.

Il Festival 2026 si aprirà, quindi, con una vera opera lirica, con allestimento scenico completo e un regista di calibro internazionale. Non un’operazione simbolica, ma una scelta identitaria.
“Quando parlo di opera lirica – ha chiarito – intendo un’opera vera, con scena, orchestra e regìa internazionale. E il concerto finale, lo dico subito, non si tocca: le tradizioni vanno rispettate”.
Altro punto fermo: l’equilibrio tra le arti. “Non sarà un Festival di danza – ha precisato Cipriani –. Opera, prosa, musica e danza avranno lo stesso peso. Ma ho voluto ampliare lo spazio dedicato alle arti visive e introdurre una sezione dedicata alla letteratura, con incontri che coinvolgeranno anche premi Nobel”.
La prosa avrà un tratto distintivo forte: gli spettacoli in lingua italiana saranno prime assolute, con un’esclusiva di almeno cinque mesi.
“Quello che debutterà a Spoleto – ha sottolineato – non si vedrà in nessun altro teatro italiano per almeno cinque mesi. Spoleto deve tornare a essere un luogo dove si viene per vedere qualcosa che altrove non c'è”.
Sul fronte musicale il livello annunciato è altissimo. Per la musica classica Cipriani ha voluto al suo fianco Beatrice Rana come consulente artistica, mentre per opera e prosa la collaborazione sarà con Leo Muscato. “Ho voluto consulenti di assoluto livello – ha spiegato – perché questo Festival deve tornare a parlare al mondo”.
Tra le novità più rilevanti la nascita della Festival dei Due Mondi Academy. Con Beatrice Rana verrà avviato un percorso di alta formazione per giovani musicisti.
“Selezioneremo venti giovani talenti da tutto il mondo – ha annunciato –. Vivranno a Spoleto per tutta la durata del Festival, studieranno con i grandi maestri e si esibiranno quotidianamente. Chiederemo anche ai cittadini di ospitarli: vogliamo ricreare quell’atmosfera che ha reso grande il Festival”.
Altro segnale forte del nuovo corso è la vita notturna del Festival. Ogni sera, dopo gli spettacoli, il cortile di palazzo Collicola diventerà un luogo di incontro con un’installazione artistica e jazz dal vivo alle 23, grazie a un accordo con il Jazz at Lincoln Center, che porterà due artisti in residenza per tutta la durata del Festival.
“Ho vissuto questa energia quasi per caso – ha raccontato Cipriani -. Musica, un bicchiere di vino, artisti e pubblico insieme. È un’atmosfera che vogliamo rendere strutturale”.
Il Festival si svolgerà ogni giorno, dal 26 giugno al 12 luglio. “Non sarà più un Festival dei weekend – ha concluso -. Spoleto sarà Festival tutti i giorni”.
A fare gli onori di casa la presidente dell’associazione Spoleto Festival Friends, Ada Urbani, che ha ricordato il senso dell’iniziativa: “Questa serata nasce per rafforzare il legame tra il Festival, chi lo sostiene e chi ne condivide la visione. Il futuro del Festival e di Spoleto passa anche da qui”.

Particolarmente sentito l’intervento di Anna Fendi, che ha legato memoria e futuro: “Ho conosciuto Menotti negli anni d’oro e porto nel cuore ciò che ha fatto per Spoleto e per il mondo. Oggi sono felice di poter continuare questo percorso nel ricordo di mia sorella Carla, che con amore e generosità ha restituito vita a questo Festival”.

Anna Fendi, suscitando gli applausi degli ospiti in sala, ha voluto anche ringraziare la direttrice artistica Monique Veaute per il lavoro svolto a Spoleto e per il successo delle ultime 5 edizioni del Festival.
Al tavolo, tra gli altri, il sindaco di Spoleto e presidente della Fondazione Festival dei Due Mondi Andrea Sisti, che ha sottolineato il valore istituzionale del passaggio: “Il Festival dei Due Mondi è uno dei grandi patrimoni identitari della città. Continuità e capacità di rinnovamento sono la vera sfida. Le anticipazioni ascoltate vanno nella direzione giusta”.

Presente anche Silvia Scozzese, vicesindaca di Roma, che ha richiamato il valore nazionale dell’evento: “Il Festival di Spoleto è un modello culturale che unisce territori, istituzioni e comunità artistiche. È importante che le grandi città dialoghino e sostengano queste eccellenze.”

Tra i numerosi presenti in sala anche: Maria Emanuela Bruni, presidente del Maxxi; Alessandra Bruni, presidente dell’Enav; Raffaele Squitieri; Serena Autieri; Giovanni Parapini, direttore della sede Rai dell’Umbria e Paola Agabiti Urbani, consigliera regionale dell’Umbria. A chiudere la serata l’intervento del senatore Maurizio Gasparri, che ha salutato l’iniziativa con un messaggio di fiducia: “Il Senato è anche casa della cultura. In tempi complessi è giusto valorizzare ciò che funziona: arte, musica, identità. Spoleto e il suo Festival sono un patrimonio nazionale”.

Quindi Roma, per una sera, ha ascoltato Spoleto. E Spoleto ha cominciato a raccontare, con chiarezza, il suo nuovo futuro.
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