Lunedì 02 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

attualità

Mercato del tartufo 2026, prezzi record fino a 5.000 euro al kg per il bianco pregiato: habitat, razze di cani e come iniziare a tartufare

Annalisa Ercolani

01 Febbraio 2026, 21:15

Mercato del tartufo 2026, prezzi record fino a 5.000 euro al kg per il bianco pregiato: habitat, razze di cani e come iniziare a tartufare

Stasera, domenica 1° febbraio, Report torna su Rai 3 con una nuova puntata ricca di inchieste. Tra queste anche “Truffle Land”, firmata da Lucina Paternesi, dedicata al mondo del tartufo, riconosciuto patrimonio culturale immateriale dell’Unesco dal 2021.

L’inchiesta racconta l’arte della raccolta e fa luce sui nove tartufi italiani commercializzabili, con un focus particolare sul prezioso tartufo bianco. Al centro del lavoro anche gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’impoverimento delle tartufaie naturali, che stanno riducendo l’offerta a fronte di una domanda sempre crescente.

Spazio inoltre alle distorsioni del mercato: nonostante l’obbligo di indicare l’origine geografica, aggirare la normativa risulterebbe tutt’altro che difficile. Nel racconto entra anche la Regione Piemonte, impegnata nella promozione del settore in vista di Expo 2025 a Osaka.

Il tartufo bianco pregiato

Il tartufo bianco pregiato, conosciuto anche come trifola o Tuber Magnatum Pico, è uno dei prodotti gastronomici più ricercati e costosi al mondo, vero e proprio "oro dei boschi" che alimenta un mercato internazionale da milioni di euro. Nel 2026, i prezzi continuano a toccare vette straordinarie, influenzati da fattori climatici, disponibilità e domanda crescente. Ma quanto costa davvero il tartufo bianco oggi? Dove nasce, come si raccoglie e quali sono le migliori razze di cani da tartufo? Ecco un'analisi completa sul mercato del tartufo nel 2026.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da ReportRai3 (@reportrai3)

Quanto costa il tartufo bianco pregiato nel 2026?

Nel febbraio 2026, alla fine della stagione di raccolta che va da ottobre a gennaio, i prezzi del tartufo bianco pregiato si attestano su cifre ancora molto elevate.

Secondo le quotazioni aggiornate al 30 gennaio 2026, il prezzo medio del Tuber Magnatum Pico oscilla tra 2.100 e 3.500 euro al kg, con una media di circa 1.850-2.500 euro al kg per pezzature medie (15-20 grammi). Tuttavia, per pezzature più grandi (oltre i 50 grammi) e per esemplari di qualità eccezionale, il prezzo può facilmente superare i 4.000-5.000 euro al kg.

Come si leggono i prezzi del tartufo

Una nota importante: i prezzi del tartufo sono quasi sempre indicati all'etto (€/hg) e non al kg. Questo significa che quando si legge un prezzo di "450 euro", molto spesso si intende 450 euro all'etto, ovvero 4.500 euro al kg.

Per le pezzature più piccole (0-15 grammi), i prezzi al consumatore si aggirano sui 210-250 euro all'etto (2.100-2.500 €/kg), mentre per le pezzature grandi (oltre 50 grammi) si arriva facilmente a 350-500 euro all'etto (3.500-5.000 €/kg).

Un esempio concreto: per un tartufo bianco di 10-15 grammi (quantità sufficiente per 2 persone), il costo si aggira sui 50-70 euro.

Confronto prezzi: 2026 vs 2025

I prezzi del tartufo nel 2026 sono leggermente inferiori rispetto al picco della stagione 2025, ma restano comunque su livelli molto elevati.

Durante l'ottobre 2025, all'apertura del mercato del tartufo bianco d'Alba, le quotazioni iniziali erano di 2.500-3.000 euro al kg, per poi raddoppiare rapidamente a 4.000-4.500 euro al kgentro metà ottobre, con punte fino a 5.000 euro al kg al consumatore finale.

Questa escalation era dovuta alla scarsa quantità disponibile nelle prime settimane, causata da un'estate troppo secca seguita da piogge intense in autunno. Con l'avanzare della stagione (novembre-dicembre 2025), i prezzi si sono stabilizzati attorno ai 3.500-4.000 euro al kg, con previsioni di un calo del 20-30% rispetto ai picchi iniziali.

Nel 2026, a fine stagione (gennaio-febbraio), i prezzi si sono assestati su una media più contenuta di 2.100-3.500 euro al kg, ancora elevata ma più accessibile rispetto ai mesi centrali della raccolta.

Confronto con altre varietà di tartufo

Il tartufo bianco pregiato resta di gran lunga il più costoso. A titolo di confronto, ecco i prezzi medi di altre varietà nel 2026:

Varietà di Tartufo Prezzo medio al kg (2026)
Tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum Pico) 2.100 - 3.500 €
Tartufo nero pregiato (Tuber Melanosporum) 350 - 600 €
Tartufo Uncinato 1.380 €
Tartufo Bianchetto (Tuber Borchii) 490 - 610 €
Tartufo Ordinario 175 €
Tartufo Nero Estivo (Scorzone) 100 - 170 €
Come si vede, il tartufo bianco costa mediamente 4-6 volte più del tartufo nero pregiato.

Cosa determina il prezzo del tartufo?

Il prezzo del tartufo è governato da 5 fattori principali:

1. Quantità raccolta

La disponibilità del prodotto è il fattore più determinante. Stagioni di siccità estrema o piogge eccessive riducono drasticamente la produzione, facendo schizzare i prezzi alle stelle. Il tartufo bianco è già raro per natura, crescendo solo in territori molto specifici, e qualsiasi variazione climatica impatta pesantemente sull'offerta.

2. Domanda internazionale

La domanda di tartufo è in costante crescita a livello mondiale, soprattutto da Stati Uniti, Cina, Giappone ed Emirati Arabi. Il tartufo bianco è considerato un bene di lusso riservato alla classe alta e ai grandi ristoranti stellati, e questo mantiene i prezzi stabilmente elevati.

3. Stato di conservazione

I tartufi freschi perdono rapidamente aroma e peso. Un tartufo appena raccolto vale molto di più di uno conservato da giorni.

4. Pezzatura

I tartufi vengono suddivisi convenzionalmente in tre fasce di pezzatura:

  • Piccoli: fino a 15-20 grammi

  • Medi: da 15-20 a 50 grammi

  • Grandi: oltre 50 grammi

Dai piccoli ai grandi, il prezzo raddoppia o triplica. Un tartufo da 100 grammi può valere tranquillamente 400-500 euro o più.

5. Periodo di raccolta

Il prezzo varia anche giorno per giorno durante la stagione. All'inizio (ottobre) i tartufi sono pochi e costano di più; a metà stagione (novembre) l'offerta aumenta e i prezzi scendono leggermente; a fine stagione (dicembre-gennaio) i prezzi tendono a risalire per la scarsità.

Come nasce il tartufo: biologia e ciclo vitale

Il tartufo non è una pianta, ma un fungo ipogeo, ovvero che cresce sottoterra. Appartiene al genere Tuber e si sviluppa attraverso un processo di simbiosi micorrizica con le radici di piante arboree.

Il ciclo biologico del tartufo

Il ciclo vitale del tartufo si articola in tre fasi principali:

1. Fase vegetativa (liberazione delle spore)

Quando un tartufo maturo non viene raccolto, inizia a decomporsi nel terreno. Durante questo processo, gli aschi (sacche che contengono le spore) vengono distrutti da batteri e le spore vengono liberate nel terreno circostante.

Le spore sono microscopiche e rappresentano l'equivalente dei "semi" del tartufo.

2. Fase simbiotica (formazione delle micorrize)

Le spore, entrando in contatto con i terminali radicali delle piante simbionti (quercia, nocciolo, pioppo, ecc.), sono stimolate a germinare.

Dalla germinazione emerge un filamento chiamato micelio primario, che fondendosi con un altro micelio di segno opposto, genera un micelio secondario contenente due nuclei geneticamente diversi.

Questo micelio avvolge gli apici delle radichette terminali della pianta formando una struttura chiamata micorriza (o ectomicorriza). Le micorrize sono una sorta di "manicotto" formato da strati di tubicini (ife) che avvolgono le radici e si insinuano tra le cellule radicali, formando il reticolo di Hartig.

Attraverso questo legame, la pianta offre al fungo zuccheri e sostanze organiche, mentre il fungo fornisce alla pianta acqua e sali minerali, in uno scambio reciprocamente vantaggioso.

3. Fase di fruttificazione (formazione del tartufo)

Nella primavera successiva, il micelio generato dalle micorrize si ramifica e si espande nel terreno. Quando si creano le condizioni ideali di temperatura, umidità e composizione del suolo, alcune ife si intrecciano e danno origine alla formazione del corpo fruttifero: il tartufo vero e proprio.

Il tartufo inizia come un primordio (corpo fruttifero microscopico), che poi cresce e si ingrossa fino a raggiungere le dimensioni finali, formando al suo interno la gleba in cui maturano le spore.

A differenza dei funghi epigei (come porcini o ovoli), che crescono sopra il terreno e diffondono le spore attraverso il vento, i tartufi ipogei hanno sviluppato un forte odore percepibile solo a maturazione, che attira insetti e mammiferi (cinghiali, tassi, cani) che, cibandosi del tartufo, disperdono le spore nell'ambiente.

Dove nasce il tartufo: habitat e territori vocati

Il tartufo bianco pregiato ha esigenze ecologiche molto specifiche e cresce solo in ambienti con caratteristiche precise.

Terreno ideale

Il tartufo bianco predilige:

  • Terreni calcarei con buona presenza di carbonato di calcio

  • Terreni argillosi-sabbiosi (marna) con buone quantità di sabbia

  • Terreni profondi, freschi, sciolti, permeabili che non causano ristagni idrici

  • pH sub-alcalino (leggermente basico)

  • Ricchezza di potassio e povertà di azoto e fosforo

  • Buon grado di umidità durante tutte le stagioni

Clima ideale

Il tartufo bianco richiede:

  • Clima sub-mediterraneo con limitato periodo di aridità estiva

  • Precipitazioni abbondanti: 900-1200 mm annui

  • Temperature non estreme: estati fresche e inverni non troppo rigidi

  • Microclimi uniformi con limitate escursioni termiche giornaliere e stagionali

  • Umidità dell'aria elevata

Altitudine e orografia

Il tartufo bianco si trova principalmente:

  • A quote comprese tra 0 e 700 metri sul livello del mare (raramente oltre 600-700 m)

  • Nei boschi di fondovalle e lungo i corsi d'acqua (fiumi, torrenti, fossati), dove l'umidità è costante

  • Nei boschi naturali e incolti, o in zone precedentemente coltivate lasciate a riempimento spontaneo

  • In zone poco soleggiate a quote basse, più soleggiate a quote elevate

Piante simbionti

Il tartufo bianco vive in simbiosi con:

  • Quercia (roverella, cerro, farnia, leccio)

  • Nocciolo (Corylus avellana)

  • Pioppo (nelle zone umide)

  • Salice (lungo i corsi d'acqua)

  • Carpino bianco

  • Tiglio

  • Frassino

I boschi di querce (querceti) sono l'ambiente ideale per il tartufo bianco d'Alba.

Le regioni italiane del tartufo bianco

In Italia, il tartufo bianco pregiato si trova principalmente in:

Piemonte (Alba e Langhe)

Il Piemonte è la patria indiscussa del tartufo bianco pregiato. Il tartufo bianco d'Alba, raccolto nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato, è il più famoso e pregiato al mondo. Ogni anno ad Albasi tiene la storica Fiera Internazionale del Tartufo Bianco (giunti alla 95ª edizione nel 2025), che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo. Ad Alba ha sede anche il Centro Nazionale Studi Tartufo.

Marche (Acqualagna)

Le Marche sono la seconda regione produttrice di tartufo bianco in Italia. Acqualagna è considerata la "capitale del tartufo" delle Marche, con il suo celebre tartufo bianco di Acqualagna e una produzione che fa la differenza a livello nazionale. Anche la Borsa del Tartufo di Acqualagna è diventata un riferimento stabile per le quotazioni.

Umbria (Norcia, Spoleto, Gubbio)

L'Umbria è celebre soprattutto per il tartufo nero di Norcia, ma produce anche ottimo tartufo bianco pregiato nelle zone di Città di Castello, Pietralunga e Gubbio. La tradizione tartuficola umbra è secolare.

Toscana (Crete Senesi, San Miniato, Mugello)

La Toscana vanta diverse città associate all'Associazione Nazionale Città del Tartufo, tra cui San Miniato, Arcidosso, San Giovanni d'Asso. Il tartufo bianco pregiato si trova nelle Crete Senesi, a San Miniato e nel Mugello.

Altre regioni

Il tartufo bianco è presente, in misura minore, anche in:

  • Emilia-Romagna (specialmente nel parmense e piacentino)

  • Lazio (Lazio settentrionale)

  • Molise

  • Abruzzo

  • Basilicata (Irpinia)

  • Campania

Come iniziare a tartufare: patentino, corsi ed esame

La raccolta del tartufo in Italia è un'attività regolamentata dalla legge. Per andare a tartufi al di fuori dei propri terreni di proprietà è obbligatorio possedere il tesserino di idoneità (patentino), valido su tutto il territorio nazionale.

Come ottenere il tesserino per la raccolta dei tartufi

Per diventare tartufaio è necessario:

  1. Rivolgersi all'Ufficio Territoriale Regionale (UTR) della propria regione di residenza

  2. Presentare la documentazione richiesta:

    • Domanda di rilascio del tesserino

    • Modulo di iscrizione all'esame di idoneità

    • Attestazione del pagamento dei diritti di segreteria

    • 2 marche da bollo da 16 €

    • 1 fototessera valida

    • Documento d'identità in corso di validità

  3. Sostenere e superare l'esame di idoneità

L'esame di idoneità

L'esame, che varia leggermente da regione a regione, è generalmente in forma scritta, con durata di 30 minuti e composto da 30 domande a risposta multipla chiusa.

Gli argomenti da conoscere sono:

  • Nozioni di base sulla biologia del tartufo (ciclo vitale, simbiosi micorrizica)

  • Riconoscimento delle varie specie di tartufo (bianco, nero pregiato, scorzone, ecc.)

  • Modalità di ricerca e raccolta dei tartufi

  • Norme legislative che regolano il settore (legge 752/85 e successive modifiche regionali)

Per prepararsi, è consigliabile seguire un corso specifico organizzato dalle associazioni di tartufai o dagli UTR, e fare pratica con quiz online disponibili gratuitamente.

Validità e costi del tesserino

Il tesserino ha generalmente una validità di 10 anni e richiede una vidimazione annuale. I costi variano da regione a regione, ma mediamente si aggirano sui 50-100 euro complessivi (marche da bollo + quota alla tesoreria regionale).

I cani da tartufo: razze e caratteristiche

Il cane da tartufo è il compagno indispensabile del tartufaio. Dotato di olfatto straordinario e capacità di addestramento, il cane individua i tartufi nascosti nel sottosuolo e segnala la posizione al padrone.

Le migliori razze di cani da tartufo

1. Lagotto Romagnolo

Il Lagotto Romagnolo è considerato il "re del tartufo" e l'unica razza riconosciuta ufficialmente dalla FCI (Fédération Cynologique Internationale) per la cerca del tartufo.

Caratteristiche:

  • Taglia medio-piccola, ben proporzionato, muscolatura potente

  • Mantello riccio e lanoso che lo protegge dalle intemperie e dai climi rigidi

  • Intelligenza spiccata, facilmente addestrabile

  • Temperamento vivace, affettuoso, docile

  • Olfatto eccezionale

Il Lagotto è stato selezionato da quasi un secolo esclusivamente per la ricerca del tartufo, ed è adatto sia per tartufai esperti che per principianti. Le sue origini risalgono alle zone paludose del delta del Po, nel ravennate e nelle pianure di Comacchio, dove in origine era utilizzato come cane da riporto d'acqua.

2. Bracco (Ungherese, Italiano, Tedesco)

Il Bracco è celebre come cane da caccia, ma le sue doti fisiche e l'olfatto sviluppatissimo lo rendono ottimo anche per la cerca del tartufo.

Caratteristiche:

  • Grande intelligenza, senso di adattamento e predisposizione al lavoro

  • Fedele e leale verso il padrone

  • Muscolatura molto sviluppata

  • Carattere docile, dolce, delicato e sensibile

  • Non abbaia quasi mai (Bracco Ungherese)

Le varietà più utilizzate sono il Bracco Ungherese (Vizsla), il Bracco Italiano e il Bracco Tedesco.

3. Altre razze utilizzate

Tra le altre razze tradizionalmente apprezzate per la cerca del tartufo ci sono:

  • Setter Inglese

  • Cocker Spaniel

  • Border Collie

  • Labrador Retriever

  • Breton

  • Spinone Italiano

  • Jack Russell Terrier (ottimo cane di piccola taglia)

  • Beagle

Addestramento del cane da tartufo

L'addestramento del cane da tartufo richiede pazienza, costanza e grande affinità tra padrone e animale.

Il metodo più efficace prevede:

  1. Fase gioco con straccio (cucciolo): si lancia al cane uno straccio impregnato di odore di tartufo, ricompensandolo quando lo riporta.

  2. Fase ovetto metallico: si nasconde un tartufo dentro un ovetto metallico, insegnando al cane a riportarlo senza mangiarlo.

  3. Fase interramento: si sotterra l'ovetto con il tartufo a poca profondità, insegnando al cane a scavare e ad annusare la terra.

L'addestramento completo richiede alcuni mesi (generalmente 4-8 mesi). È consigliabile rivolgersi a una scuola specifica o a un addestratore professionista specializzato in cani da tartufo.

Il mercato del tartufo nel 2026 conferma l'eccezionalità di questo prodotto, capace di raggiungere quotazioni straordinarie e di alimentare un'economia che coinvolge migliaia di tartufai, ristoratori, commercianti ed estimatori in tutto il mondo. Con prezzi che oscillano tra i 2.100 e i 5.000 euro al kg, il tartufo bianco pregiato resta un lusso esclusivo, ma anche un patrimonio naturale e culturale da tutelare e valorizzare.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie