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ARTE

Dall'Umbria alla Grande Mela: il Perugino sbarca a New York con la cimasa della Pala dei Decemviri

Sarà esposta alla Morgan Library & Museum, in dialogo con la Pietà di Giovanni Bellini

Sabrina Busiri Vici

31 Gennaio 2026, 09:18

Dall'Umbria alla Grande Mela: il Perugino sbarca a New York con la cimasa della Pala dei Decemviri

Dal Cuore verde alla Grande Mela: il Perugino è volato a New York.

Pietro Vannucci sarà il testimonial dell’arte italiana e dei Musei nazionali dell’Umbria negli Usa.

Nell’anno in cui si celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con un grande evento, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, la pittura umbra, attraverso uno dei suoi più illustri esponenti, si rivelerà su uno dei palcoscenici più importanti della metropoli americana.

Dal 7 febbraio al 30 aprile, infatti, l’Imago Pietatis, la cimasa della Pala dei Decemviri, custodita dalla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, sarà uno dei due fulcri attorno cui ruoterà la mostra ospitata dalla Morgan Library & Museum.

L’esposizione, che vede il sostegno di Brunello Cucinelli, in qualità di main sponsor, vedrà l’opera di Perugino dialogare con la Pietà di Giovanni Bellini, proveniente dal Museo della Città di Rimini, e con altri prestigiosi pezzi della collezione di arte rinascimentale della Morgan Library & Museum, tra cui dipinti di Hans Memling e sculture di Antonio Rossellino.

Prima di raggiungere la biblioteca in Madison avenue, il capolavoro del maestro umbro vivrà una preziosa anteprima, da oggi al 4 febbraio, nella sede newyorkese di Sotheby’s, nel Breuer Building, già sede del Withney Museum of American Art.

L’iniziativa si prefigge di scrivere un nuovo capitolo dell’indirizzo programmatico ideato dal direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, Costantino D’Orazio, ovvero di comunicare la ricchezza del patrimonio del museo perugino ben oltre i confini nazionali e continentali, per raggiungere un pubblico sempre più allargato, dall’America all’Asia.

Dopo questo appuntamento, infatti, altre opere di fondamentale importanza dell’arte italiana raggiungeranno gli Stati Uniti; alla mostra Raphael: Sublime Poetry, in programma al Metropolitan Museum of Art a New York, dal 29 marzo al 28 giugno, saranno esposti la Madonna della Consolazione di Perugino e lo stendardo processionale Sant'Agostino e altri personaggi di Pinturicchio, mentre la Flagellazione di Cristo di Francesco di Giorgio Martini sarà presentata all’interno della rassegna dedicata al pittore, scultore e architetto quattrocentesco, ospitata in ottobre alla Frick Collection a New York.

Il Gonfalone della Giustizia di Perugino è stato, inoltre, scelto per rappresentare lo spirito di una nazione, negli spazi del Padiglione Italia all’Expo 2025 a Osaka in Giappone.

L’operazione che porterà a New York uno dei gioielli del patrimonio umbro segna il sodalizio con Friends of Umbria, fondata in collaborazione con Mitchell Levine, associazione di cittadini statunitensi amanti dell’Umbria, della sua storia e delle sue bellezze e sigla l’accordo con la Myriad Foundation, istituzione che si occupa in tutto il mondo di fundraising per finanziare la conservazione e la tutela del patrimonio artistico e culturale.

“Questo percorso – sottolinea Costantino D’Orazio, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria - mira a proiettare i musei statali dell’Umbria oltre i confini nazionali, allargando il bacino di pubblico proveniente da nazioni da sempre sensibili alla storia, all’arte e al fascino della nostra cultura e del nostro patrimonio. In questo modo, sulla scia dei grandi musei internazionali, che da tempo hanno intrapreso questo itinerario, anche i nostri luoghi della cultura potranno beneficiare di fondi straordinari e fungere da volano per l’attrattività di tutto il territorio”.

Imago Pietatis

La cimasa della Pala dei Decemviri, dipinta da Pietro Perugino nel 1495, sovrastava la Pala dei Decemviri (1495-1496), ideata per la Cappella dei Priori a Perugia, ora ai Musei Vaticani.

Le due parti rimasero nello stesso luogo per cui erano state pensate fino al 1797, quando le truppe napoleoniche, come conseguenza del trattato di Tolentino, requisirono la Pala per portarla a Parigi, ma ignorarono la cimasa, lasciandola nella Cappella dei Priori.

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