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GUALDO TADINO

Museo opificio Rubboli, la storia di Paolo Rubboli: la tradizione della ceramica a lustro gualdese

Ilaria Albanesi

30 Gennaio 2026, 20:15

Museo opificio Rubboli, la storia di Paolo Rubboli: la tradizione della ceramica a lustro gualdese

Sono novantacinque le opere del museo Rubboli di Gualdo Tadino che lo scorso dicembre sono state donate a Fondazione Perugia, oltre all'intero archivio storico della manifattura, vincolato dalla Soprintendenza, che comprende preziosi disegni, spolveri e documenti di grande rilevanza storica e artistica, fondamentali per la conoscenza e lo studio dell'attività della manifattura e della tradizione della ceramica a lustro. Un patrimonio artistico importante, che si inserisce nella tradizione della ceramica gualdese, punto di riferimento culturale e meta di studiosi, appassionati e visitatori.

Paolo Rubboli, Servizio da tavola degli Imperatori, maioliche a lustro oro e rubino, 1878

Conosciuta come Città della ceramica, Gualdo Tadino è tra i più importanti centri ceramici umbri. I primi documenti asseriscono che già a partire dal trecento gli artisti del borgo esportavano i loro prodotti in fiere e mercati della regione. La tradizione si arricchisce nell'Ottocento, con la nascita di opifici, botteghe e, soprattutto, con uno straordinario revival dell'antica tecnica dei lustri metallici ad opera del pesarese Paolo Rubboli.

Paolo Rubboli

Nato a Fiorenzuola di Focara in provincia di Pesaro nel 1838, le notizie sulla vita di Paolo Rubboli sono giunte in modo frammentario. Arriva a Gualdo Tadino intorno al 1875, reintroducendo nella tradizione ceramista del territorio la tecnica dei lustri oro e rubino di tradizione mastrogiorgesca.

Il trasferimento nella città umbra è, probabilmente, dettato dalla presenza delle cave della Matalotta – che fornivano un'ottima qualità di argilla – e della miniera di Monte Fringuello, ricca di una delle componenti base dei lustri: l'ossido di ferro. Un'altra ragione fu anche il legame con la fabrianese Daria Rubboli (1852-1929) che lo affiancò nell'ambizioso progetto, continuandone poi la tradizione dopo la sua morte.

Paolo Rubboli, Piatto da parata con Cristo nella casa del Fariseo, maiolica a lustro oro e rubino, siglata sul verso con la sigla MG (Mastro Giorgio) in oro, 1885 ca, diam. cm 44

Nel 1875 fonda una manifattura di "Maioliche Artistiche a uso Urbino, Faenza e Gubbio" insieme a Marcello Galli Dunn, un antiquario piemontese. La ditta sorgeva sull'ex convento di San Francesco, ma ebbe vita breve. Successivamente crea una propria manifattura insieme alla moglie Daria.

Le maioliche più celebri dell'opificio dell'artista comprendono piatti da parata, servizi, albarelli e lumi, dipinti in bleu de Sèvres su smalto stannifero e lustrati in oro e rubino, seguendo la tecnica di epoca rinascimentale risalente a Mastro Giorgio Andreoli.

Nel 1890, alla sua morte, la vedova Daria Vecchi, con i tre figli Augusto (1878-1930), Lorenzo (1884-1943) e Alberto (1888-1975) prende in mano le sorti della piccola manifattura. Attualmente è Maurizio Tittarelli Rubbolipronipote di Paolo – a dare vita all'antica tradizione di famiglia, con un'interpretazione e un gusto contemporanei.

Ceramica a lustro

Il lustro è una tecnica di decorazione della ceramica che, attraverso l’applicazione di un impasto di Sali metallici e argilla diluito con aceto di vino, produce effetti cromatici iridescenti, di colore giallo oro, rosso rubino, argento.

Dall’origine mediorientale, si è diffuso, dopo la conquista islamica, in tutto il Nord Africa e Spagna, fino ad arrivare in Italia. Tra i primi esecutori della tecnica nel nostro paese - e in Umbria - c'è Mastrogiorgio da Gubbio, creatore di capolavori dell’arte ceramica a lustro tra 15esimo e 16esimo secolo.

Mastrogiorgio, piatto lustrato con "la metamorfosi di Ciparisso"

La tecnica, dopo gli ultimi splendori del Seicento, viene riscoperta nell’Ottocento grazie al celebre trattato di di Cipriano Piccolpasso Li tre libri dell’arte del vasaio del 1558, che porta Paolo Rubboli a creare il laboratorio artistico nel 1878 e iniziare la tradizione familiare, diventata poi un unicum nel panorama mondiale dell’arte della ceramica.

Museo opificio Rubboli

Le opere della tradizione familiare avviata da Paolo Rubboli sono costudite nel museo – aperto nel 2015 – che sorge sull’antico opificio dell’artista, recuperato dall’ultimo erede Maurizio Tittarelli Rubboli. La struttura sorge nel centro storico di Gualdo Tadino e, attualmente, ospita una collezione di 150 maioliche a lustro della famiglia Rubboli, che vanno dal 1878 agli anni Sessanta del Novecento.

Sala Paolo Rubboli - Museo Rubboli, Gualdo Tadino

Il percorso museale si articola in quattro stanze, che corrispondono alle fasi produttive della manifattura e il locale delle muffole, ultimo esempio rimasto al mondo. La tradizione centenaria di Rubboli continua nell’opificio, con la produzione delle maioliche a lustro secondo un nuovo e originale stile contemporaneo che, tuttavia, rispetta gli antichi segreti di famiglia.

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