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IL PERSONAGGIO

Adriano Ossicini, la vera storia di Pietro Prestifilippo: il medico che contribuì a salvare decine di ebrei grazie al morbo di K

Ilaria Albanesi

28 Gennaio 2026, 21:30

Adriano Ossicini, la vera storia di Pietro Prestifilippo: il medico che contribuì a salvare decine di ebrei grazie al morbo di K

"Bisogna sempre cercare di essere dalla parte giusta", con queste parole, all'età di 96 anni, il dottor Adriano Ossicini ricordava a La Stampa il suo attivismo durante la seconda guerra mondiale dove, tra le tante azioni, salvò decine di ebrei italiani dalle persecuzioni nazifasciste a Roma grazie al Morbo di K, una malattia inventata dal primario dell'ospedale cattolico FatebenefratelliGiovanni Borromeo.

La storia della malattia inventata è oggi al centro della miniserie di Rai 1 Morbo K, dove il personaggio di Pietro Prestifilippo è ispirato alla vita di Ossicinipsichiatra, politico e partigiano italiano, poi Ministro per la famiglia e la solidarietà sociale nel Governo Dini.

Nato a Roma il 20 giugno 1920, cresce in una famiglia da forti valori antifascisti. Il padre, Cesare, già dirigente dell'Azione Cattolica e fondatore del Partito Popolare Italiano, muore a soli 51 anni lasciando moglie e otto figli. La gioventù di Ossicini prosegue nell'antifascismo del genitore. Impegnato fin da giovane nell'ambito del cattolicesimo sociale, è cofondatore del Movimento dei cattolici comunisti e al comando di formazioni partigiane della Sinistra Cristiana.

Militante nella Resistenza romana, per il grande contributo dato alla guerra di Liberazione è stato decorato al valor militare. Consigliere provinciale a Roma, viene eletto in Senato come indipendente nelle liste del Pci e aderente al gruppo della Sinistra Indipendente, confermato ininterrottamente dal 1968 al 1992. Dal 1995 al 1996 ricopre la carica di ministro per la Famiglia e la solidarietà sociale del governo Dini e viene rieletto in Senato nel 1996 nelle fila di Rinnovamento Italiano.

Il Morbo di K

È il dicembre 1937 quando Adriano Ossicini, ancora studente, prede servizio come volontario all'Ospedale Fatebenefratelli a Roma, di cui è primario il professore Giovanni Borromeo. Negli anni successivi, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Ossicini continua a essere attivo nella lotta antifascista rimanendo, tuttavia, in rapporti con l'ospedale romano di Isola Tiberina. 

Il 16 ottobre 1943, a seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943, le truppe tedesche della Gestapo entrano nel ghetto di Roma - e in altre zone della città - per un rastrellamento che porterà all'arresto di oltre mille persone, la maggior parte delle quali verrà deportata ad Auschwitz. Alcuni di loro, tuttavia, trovano rifugio presso l'ospedale Fatebenefratelli.

In questo contesto Giovanni Borromeo inventa Il morbo di K, una diagnosi grazie alla quale riesce a ricoverare decine di ebrei. Una malattia "contagiosissima", così viene descritta nelle false cartelle cliniche compilate dai medici del Fatebenefratelli. Il morbo, che prende il nome dalle iniziali degli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler, aveva l'obiettivo di scoraggiare i nazisti a controllare i nomi dei pazienti.

Adriano Ossicini contribuisce alla causa. In un biglietto datato 20 ottobre 1943 - come riportato dal Corriere della Sera -, Ossicini scrive: "Caro prof. X domani sarebbero urgenti due letti x sindrome K. Adriano". I due letti chiesti sono per due ebrei nascosti in via temporanea nel dormitorio di Santa Maria in Cappella.

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