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Morbo K: l'epidemia che salvò il ghetto ebraico di Roma diventa una serie Rai 1: le prime due puntate stasera in tv

Rita Maffei

27 Gennaio 2026, 16:18

Morbo K: l'epidemia che salvò il ghetto ebraico di Roma diventa una serie Rai 1: le prime due puntate stasera in tv

Una nuova miniserie è pronta a debuttare su Rai 1 in occasione del Giorno della Memoria. Arriva Morbo K, la serie tv in due serate con la regia di Francesco Patierno, in onda stasera martedì 27 gennaio con il primo appuntamento.

Roma, settembre 1943. Kappler, capo delle SS di stanza a Roma, minaccia la comunità ebraica chiedendo un tributo in oro: cinquanta chili per non essere deportati. Un ricatto mostruoso che alcuni già sospettano essere un imbroglio. Mentre gli ebrei romani si interrogano su cosa fare e come mettere insieme in 24 ore l’oro richiesto da Kappler, il professor Prati (interpretato da Vincenzo Ferrera), direttore del Fatebenefratelli, l’ospedale che è a due passi del ghetto, intuisce le vere intenzioni del colonnello tedesco e riesce a trasferire alcune famiglie ebree in un reparto speciale, salvandole di fatto da un atroce destino. Per evitare che i nazisti raggiungano l’Isola Tiberina, il medico ha la brillante idea di inventare un virus altamente contagioso che si sta diffondendo rapidamente: è il letale “Morbo K” e chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia.

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Lo stratagemma per un po’ sembra sufficiente a tenere gli ebrei al sicuro all’interno dell’isola e i nazisti a distanza. Tra le famiglie ebree care al direttore, c’è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia, interpretata da Dharma Mangia Woods, si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo (l’attore Giacomo Giorgio), giovane assistente del professor Prati, che ricambia il suo sentimento, malgrado sia già promesso sposo a un’altra ragazza per volere familiare. La morsa sugli ebrei romani del ghetto, intanto, si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre il professor Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga. Il 16 ottobre 1943, i cinquanta chili d’oro sono già nelle casse dei nazisti, ma Kappler ordina lo stesso il rastrellamento degli ebrei del ghetto contravvenendo così alla parola data. I soldati tedeschi riescono a caricare 1.259 persone della comunità sui treni destinati ai lager e su un treno c’è anche la famiglia Calò. Il destino di Silvia, Pietro e del professor Prati si consumerà nelle ultime drammatiche ore prima che quel treno lasci Roma.

La prima serata

Episodio 1

Ghetto ebraico di Roma, 1943. La famiglia Calò è in preda al panico dopo che il commendatore Giacomo annuncia l’ultimatum nazista: la consegna di 50 chili d’oro in 24 ore per evitare una massiccia deportazione. Mentre la famiglia si spoglia dei propri averi, scoppia una lite violenta che culmina nella scoperta da parte di Vittoria della relazione clandestina tra suo marito, Giacomo, e la cognata Sasà. Per porre fine alla rissa, Giacomo simula un infarto, spingendo la giovane Silvia e il piccolo Marcolino a precipitarsi all’Ospedale Fatebenefratelli per chiamare aiuto. Qui, Silvia incontra l’affascinante Dottor Pietro Prestifilippo, al quale confida il dramma dell’oro richiesto al Ghetto. Nel frattempo, il direttore dell’ospedale, il Professor Matteo Prati, incontra segretamente un Generale della Resistenza, in un clima di crescente terrore e cospirazione. Pietro Prestifilippo, profondamente turbato dalla situazione, si confronta con Prati per trovare un modo di soccorrere la comunità ebraica. Ed è in questo momento che il professore viene colto da un’idea salvifica.

Episodio 2

I soldati nazisti fanno irruzione alla Biblioteca del Collegio Rabbinico, dove vengono confiscati gli antichi testi e, in particolare, il registro con gli indirizzi delle famiglie ebraiche, tra cui quello dei Calò. All'Ospedale Fatebenefratelli, intanto, il Dottor Pietro Prestifilippo e il Professor Prati affinano il piano segreto: creare il "Reparto K" per nascondere gli ebrei, simulando una malattia contagiosa con l'uso di trucchi sceniciPietro rivela a Silvia il piano dell'ospedale, ma, nonostante la sua esortazione, la famiglia di Silvia rifiuta il rifugio in ospedale. Intanto, però, il Colonnello Kappler ha ricevuto la lista degli indirizzi ebrei e fissa i preparativi per l'imminente rastrellamento: sabato 16 ottobre 1943.

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