MUSICA
Michele Bravi sta per calcare il palco dell'Ariston per la terza volta nella sua carriera. Il cantante di Città di Castello - classe 1994 - tornerà a Sanremo con Prima o poi, un brano che racconta gli inadeguati: "Lo sguardo tra la risata impacciata e le parole non dette che rimpiangi: è lo spazio umano che mi piace osservare", ha rivelato in un'intervista a la Repubblica.
La scelta del tema del brano - gli inadeguati - non è casuale: "Ne parlo un po' sempre. Prima da adolescente, poi a trenta anni ti chiedi: 'Ma perché la fragilità non se n’è andata?' È la goffaggine, tenera, rispetto a come ti muovi nello spazio, quando vuoi fare una cosa e la fai male. L’inadeguatezza che mi piace è con te stesso, non quando è il mondo a farti sentire inadeguato".
Nelle sue precedenti partecipazioni alla kermesse, l'artista tifernate non è mai uscito dalla top 10 finale. Con Il diario degli errori - certificato due volte platino - nel 2017 era arrivato appena fuori dal podio, quarto. Nel 2022, invece, L'inverno dei fiori si è fermato alla decima posizione. "Il primo Sanremo, quello in cui sono andato meglio, l’ho vissuto malissimo. Ricordo il terrore puro, ma con Il diario degli errori, il festival mi ha cambiato la vita. Ritrovare Carlo Conti è bello, è un cerchio che si chiude".
Il cantante umbro ha, inoltre, spiegato cosa lo ha spinto a scegliere Prima o poi come brano da presentare a Carlo Conti: "Ho mandato il brano nel WhatsApp di famiglia. Risposta: 'Finalmente una bella canzone'. Fa ridere, ma mi sono detto: bene, è arrivata. Tante volte devo spiegare le canzoni, stavolta no. A casa mia non c’è un ascolto della musica ricercato, va a seconda delle necessità. Se ne fa un uso spontaneo: quando si ha bisogno di piangere, si sceglie un brano; se si vuole sorridere, un altro. Non c’è quella ricercatezza che ho io, e che può essere anche stucchevole".
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