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Fabrizio Corona
Il Tribunale civile di Milano ha disposto un provvedimento cautelare urgente nei confronti di Fabrizio Corona, accogliendo il ricorso di Alfonso Signorini per presunta diffamazione. Il giudice Roberto Pertile ha bloccato la trasmissione della nuova puntata del format online Falsissimo e ha ordinato la rimozione dei contenuti già pubblicati. Corona dovrà inoltre consegnare al Tribunale documenti, chat, immagini e video relativi a Signorini e astenersi da ulteriori pubblicazioni lesive della sua reputazione. In caso di violazione è prevista una penale di 2mila euro al giorno e il pagamento delle spese legali.
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Subito dopo la decisione del tribunale, Corona ha pubblicato un video su Instagram accompagnato da un lungo commento in cui definisce il provvedimento "un pericolo per la democrazia". Nel post, l’ex re dei paparazzi annuncia che, pur dichiarandosi "da bravo cittadino obbligato (obbligato dall’Avv. Chiesa)", si adeguerà all’ordine del giudice e rimuoverà gli episodi 19 e 20 del suo format, oltre a tutti i reel collegati, che – secondo Corona – avrebbero superato i 100 milioni di visualizzazioni.
Corona precisa che la puntata prevista per questa sera non conterrà più chat, foto, video e interviste legate al cosiddetto "sistema Signorini", inclusi i materiali riferiti a Piscopo e Medugno, definiti da Corona come prova di presunti ricatti. L’autore di Falsissimo annuncia però che il focus del prossimo episodio sarà spostato sul "sistema Mediaset", con riferimenti a Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina e Piersilvio Berlusconi, e ovviamente a Signorini, "senza entrare nella vicenda vietata".
Nel post, Corona attacca duramente il provvedimento, sostenendo che se il principio di censura preventiva dovesse passare "questo Paese non è più una democrazia, ma sta diventando una dittatura". E aggiunge: "Noi trattative non ne facciamo, se mi volete fermare sparatemi".
Infine, Corona annuncia: "Se non vinco l’appello, andrò a Roma, davanti al parlamento, costruirò un palchetto, metterò un ledwall e in mezzo a tutti voi pubblicherò l’ultima parte del "sistema Signorini", con tutti i documenti, che oggi non posso pubblicare. P.S. Tutto il materiale che non posso pubblicare, nei prossimi giorni, sarà sul tavolo del PM che sta indagando Signorini, il dott. Gobbis, per le sue opportune valutazioni".
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