AL CINEMA
Martin Reisman e Timothée Chalamet nei panni di Marty Supreme
Timothée Chalamet nei panni di Marty Supreme è lanciato verso l'Oscar come miglior attore protagonista. Il film è tra i protagonisti indiscussi degli Academy Awards 2026 (9 nominations) e, da oggi, è in sala nei cinema italiani. La pellicola diretta da Josh Safdie, realizzata dalla prestigiosa casa di produzione indipendente A24, narra la vita di Marty Mauser, un venditore di scarpe con un’irrefrenabile ossessione per il ping pong che si muove nella New York degli anni ’50 fra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life, eccentrico e ambiziosissimo, smodato e leggendario. Frenetico e travolgente, Marty Supreme è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina, ironia e tensione emotiva.
La pellicola è un ritratto dell'ossessione per il successo, della fame - non sana - di diventare qualcuno e dell'essere disposti a tutto - anche mentire e truffare - pur di raggiungere i propri obiettivi.
Marty Reisman è ispirata alla vita di Marty Reisman, detto The Needle (L'ago). Il soprannome deriva sia dalla corporatura esile che dalla lingua tagliente e l’umorismo pungente. Nato il 1 febbraio 1930 a Manhattan, New York, da Sarah (detta Sally Nemorosky) e Morris, una coppia di ebrei ashkenaziti. Crebbe su East Broadway insieme al fratello maggiore David; il padre lavorava come tassista. Si avvicinò al ping pong in modo quasi terapeutico: a nove anni, dopo aver attraversato un crollo nervoso, trovò in questo sport un’attività capace di calmarlo e dargli equilibrio. A soli tredici anni Reisman conquistò il titolo di campione juniores della città.
Reisman si fece conoscere come hustler al Lawrence’s Broadway Table Tennis Club, fingendo mediocrità per attirare scommesse: perdeva le prime partite apposta, poi raddoppiava la posta e ribaltava l’esito, incassando vincite. A quindici anni scommette 500 dollari su sé stesso in un torneo nazionale, finendo scortato via dalla polizia dopo aver scoperto che l’avversario era il presidente della federazione USA. Dal 1949 al 1951, con Douglas Cartland, girò il mondo come atto di apertura degli Harlem Globetrotters, colpendo la pallina con padelle e suole di scarpe in numeri comici.
Dal 1948 conquistò medaglie ai Mondiali: bronzo a squadre (1948), singolare, squadre e doppio misto (1949), doppio (1952). Vinse i campionati nazionali USA nel 1958 e 1960, due U.S. Open, un British Open e, nel 1997 a 67 anni, il primato di giocatore più anziano a trionfare in un nazionale open di sport di racchetta (hardbat). Sostenitore dello stile hardbat contro la gomma moderna, rimase icona newyorkese per stile vistoso e carisma fino agli ottant’anni.
Una delle sue ultime apparizioni pubbliche è stata al David Letterman Show: il campione ha fatto il suo ingresso in scena eseguendo poi dal vivo uno dei suoi numeri più famosi: tentare di spaccare una sigaretta colpendola con una pallina da ping-pong. Martin Reisman è morto il 7 dicembre 2012, all’età di 82 anni, a Manhattan, New York, a causa di complicazioni cardiache e polmonari.
"Dai 22 ai 26 anni ho vissuto come se mi avessero tirato via il tappeto da sotto i piedi". L'esplosione di Chiamami col tuo nome, le nomination, l’attenzione globale: tutto insieme, tutto troppo in fretta. Oggi, a 30 anni, rivendica una nuova consapevolezza. "Sto vivendo in una specie di Truman Show, ma positivo. È tutto un sogno, ma resto lucido e cerco di spegnere il 'rumore' che c'è attorno a me". Sul set il telefono resta spento ("ti porta via la concentrazione") e la disciplina è quasi atletica: "Il dono della mia vita è poter lavorare come attore al massimo livello. Sono cambiato e sento di non voler più fuggire da questo. E vorrei che anche gli altri miei colleghi si sentano a proprio agio nel dire che sono alla ricerca della grandezza, proprio come Marty", così Timothée Chalamet, in collegamento da Los Angeles, ricorda la fame degli inizi tra sogni e ambizioni, fra i temi al centro di Marty Supreme di Josh Safdie.
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