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ARTE E CULTURA

Per il Raffaello delle clarisse 8 mila visite al Museo del Capitolo

Le indagini sulla pala condotte dai Musei Vaticani hanno permesso di accertare la mano del grande pittore

Sabrina Busiri Vici

23 Gennaio 2026, 09:07

Per il Raffaello delle clarisse 8 mila visite al Museo del Capitolo

Con 8 mila visitatori in tre mesi si è conclusa la mostra L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani, in cui è stata esposta l’Incoronazione della Vergine presso il Museo del Capitolo di Perugia, opera commissionata dalle Clarisse del Monastero di Santa Maria di Monteluce nel 1505 a Raffaello Sanzio e portata a compimento dai suoi allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni.

Il ritorno è stato reso possibile in occasione del Giubileo della Speranza, grazie alla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e i Musei Vaticani diretti da Barbara Jatta. Dopo oltre duecento anni, la Pala è tornata a dialogare con la predella di Berto di Giovanni concessa in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria e con un prezioso Crocifisso quattrocentesco proveniente dal monastero delle clarisse di Sant’Erminio.

Al di là delle grandi opportunità offerte dall’interesse suscitato dalla mostra, cosa resta oggi alla città? “In primis - fanno sapere dall’Isola di San Lorenzo - il prezioso catalogo, risultato di una collaborazione scientifica e istituzionale tra la diocesi e i Musei Vaticani, che costituisce un punto di riferimento per gli studi sull’opera e sul monastero delle clarisse di Monteluce a cui hanno contribuito anche studiosi dell’Università degli Studi di Perugia e della Galleria Nazionale dell’Umbria. Il volume edito da Silvana Editoriale documenta gli esiti degli studi e delle ricerche condotte nei mesi precedenti alla mostra”. A questo si aggiungono i risultati delle indagini all’interno dei laboratori specifici dei Musei Vaticani. Studi che hanno consentito di giungere alla certezza dell’intervento diretto di Raffaello nella parte superiore della tavola. “Oggi possiamo affermare che Raffaello ha contribuito in maniera diretta e sostanziale alla parte alta del dipinto, attraverso un disegno preparatorio che rivela uno stile libero e sensibile, rispetto a un segno più meccanico e ripetitivo nella parte inferiore” è quanto osserva il direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta nel catalogo di mostra, precisando che “gli studi confermano quindi la complessità esecutiva, derivata dall’unione di due opere diverse in un unico progetto, ispirato da Raffaello ma realizzato solo in parte da lui”.

E ancora, è stato rinsaldato il legame tra la città e l’insediamento monastico di Santa Maria Assunta di Monteluce in S. Erminio.

“Grazie alla sinergia tra la diocesi di Perugia-Città della Pieve e i Musei Vaticani - si conclude - gli studi continueranno ad andare avanti anche nei prossimi mesi al fine di confluire in una giornata di studi, che avrà come obiettivo principale quello di ampliare la conoscenza su questo complesso capolavoro dell’arte rinascimentale che tanto ci ha meravigliati in questi mesi”.

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