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il caso

Mediaset denuncia Fabrizio Corona per diffamazione e minacce

Il gruppo di Cologno Monzese ha inoltre chiesto alla Direzione distrettuale antimafia di valutare l’adozione di una misura di prevenzione per limitare l’attività online di Corona, con l’obiettivo di inibirgli l’uso dei social network, di altre piattaforme telematiche e del telefono cellulare per la diffusione di contenuti ritenuti diffamatori, come quelli pubblicati nelle ultime settimane

Annalisa Ercolani

21 Gennaio 2026, 15:59

Mediaset denuncia Fabrizio Corona per diffamazione e minacce

Alfonso Signorini e Fabrizio Corona

Nuovo capitolo nello scontro tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona. Questa volta a intervenire è direttamente Mediaset, che ha denunciato l’ex re dei paparazzi "per diffamazione e minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di conduttori di note trasmissioni televisive".

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Secondo quanto riferisce l’Ansa, la denuncia è stata presentata presso la Procura di Milano. Il gruppo di Cologno Monzese ha inoltre chiesto alla Direzione distrettuale antimafia di valutare l’adozione di una misura di prevenzione per limitare l’attività online di Corona, con l’obiettivo di inibirgli l’uso dei social network, di altre piattaforme telematiche e del telefono cellulare per la diffusione di contenuti ritenuti diffamatori, come quelli pubblicati nelle ultime settimane.

L’iniziativa legale arriva dopo le accuse lanciate da Corona su un presunto "sistema Signorini" e dopo le sue affermazioni secondo cui il silenzio di Mediaset sulla vicenda sarebbe stato motivato da presunti segreti conservati nel tempo da Signorini, riguardanti Pier Silvio e Marina Berlusconi.

In realtà, Mediaset era già intervenuta sul caso lo scorso dicembre, accogliendo l’autosospensione di Signorini e annunciando l’intenzione di agire "con determinazione in tutte le sedi", sulla base di "elementi oggettivi e fatti verificati", per contrastare la diffusione di contenuti e ricostruzioni ritenute diffamatorie o calunniose. Nella nota, l’azienda aveva ribadito il proprio dovere, in quanto gruppo europeo quotato, di tutelare l’integrità delle attività editoriali e la propria reputazione nei confronti del mercato e del pubblico.

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