Attualità
Alla notizia della morte di Valentino Garavani - avvenuta ieri, 19 gennaio - tutto il mondo della moda e non solo, si è fermato per salutare l'ultimo imperatore. The Chic, per gli americani, ha vestito alcune delle donne più influenti del pianeta, con il solo obiettivo di perseguire un'eleganza sfacciata, eppure di semplicissima opulenza. Detentore del record per aver vestito otto donne agli Oscar, Valentino - nome che lo stilista prediligeva alle etichette superbe - conosceva profondamente il valore del rapporto che si era istaurato con le sue muse. Dive di Hollywood, top model, personaggi politici, First Lady e star del palcoscenico, sono sono alcune delle personalità femminili che lo stilista ha accolto nel suo Olimpo, custode della storia della maison, dove il volto di ogni donna entrava a far parte di una prestigiosa collezione di ritratti.
Da Jacqueline Kennedy a Sophia Loren, Gwyneth Paltrow, Claudia Schiffer, Anne Hathaway e Elizabeth Taylor, l'ammirazione per il couturier rimarrà immortale nella memoria delle splendide donne che hanno avuto l'onore di conoscere e vestire Valentino.
"La Liz dagli occhi viola" era scettica, quando per la prima volta incontrò lo stilista a Roma. Erano gli anni '60 e le riprese di Cleopatra di Joseph L. Mankiewicz hanno trattenuto il cast a Cinecittà per oltre un anno. Nel frattempo debuttava Spartacus di Stanley Kubrick, con Kirk Douglas, Jean Simmons e Laurence Olivier pronti a sfilare sul red carpet. "Ho già un abito Dior per l'occasione, ma vorrei sfoggiare una sua creazione. Se l'abito sarà bello, mi starà bene e mi piacerà, allora lo indosserò” – le prime parole che ha ricordato Garavani raccontando alla giornalista Fern Mallis il primo incontro con Elizabeth Taylor. Per la première, l'attrice indossava abiti in stile impero di un bianco candido. Indimenticabili.

(Elizabeth Taylor e Valentino)
Decisamente un'altra storia è quella con Sophia Loren. Sarà stato il temperamento partenopeo, mediterraneo, ma il feeling con 'la ciociara' fu più immediato, tanto da instaurare una delle amicizie più longeve del settore. "Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente - scrive oggi l'attrice in una nota diffusa dal suo entourage -. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione. È stato un privilegio conoscerti e ti porterò sempre con me. La mia famiglia ed io ci stringiamo con il cuore al tuo Giancarlo e a tutta la tua famiglia".

(Sophia Loren e Valentino)
Tra i ricordi, non possono mancare le sue "figlie adottive", nomignolo con cui Valentino chiamava affettuosamente Gwyneth Paltrow e Anne Hathaway. L'incontro con la dolce Andy avvenne proprio con il film Il Diavolo Veste Prada, che nel 2006 sigillò il sodalizio tra Hathaway, lo stilista e il suo socio - nonchè ex compagno di una vita - Giancarlo Giammetti. Un amore che supera i confini del dolore: "Sono stata così fortunata a conoscere e amare Valentino, a conoscere il vero uomo, in privato - dichiara l'attrice Gwyneth Paltrow su Instagram -. L’uomo innamorato della bellezza, della sua famiglia, delle sue muse, dei suoi amici. Dei suoi cani, dei suoi giardini e di una bella storia hollywoodiana. Lo amavo così tanto. Amavo il modo in cui mi assillava sempre dicendomi "almeno un pò' di mascara" quando andavo a cena. Amavo la sua risata maliziosa. Sembra la fine di un’era. Ci mancherà profondamente, a me e a tutti coloro che lo amavano. Riposa in pace, Vava". Tra le attrici vestite di rosso si ricorda anche Monica Bellucci, che scelse di indossare un Valentino per la première a Valencia de "La Traviata" nel 2017.
Visualizza questo post su Instagram
Profonde parole di cordoglio sono state espresse anche da Isabella Rossellini, che ricorda la vicinanza dello stilista anche nei periodi più bui della sua carriera: "Ho appena appreso della morte di Valentino e mi è dispiaciuto moltissimo. Lui e Giancarlo Giammetti sono sempre stati gentilissimi e affettuosi con me anche nei periodi più difficili della mia carriera. Dopo il film ‘Velluto Blu’, per esempio, che era stato tanto criticato, o dopo che Lancome aveva interrotto la nostra collaborazione. In una delle loro bellissime case (a Roma ndr), c’erano sempre modelle giovanissime che si affacciavano al mondo della moda e al successo, ma anche noi ‘vecchie glorie’. Non si dimenticavano mai di nessuno. Resterà con me il suo talento geniale e il suo affetto".
Indelebile è anche la memoria di chi ha indossato per prime le creazioni della maison, in cui a scegliere era Garavani. Una giovanissima Nati Abascal sfilava sulle passerelle di New York nel 1968, quando Valentino le chiese senza mezzi di termini di diventare il volto della nuova collezione da scattare a Capri. Poi, l'incontro con Naomi Campbell e Gisele Bündchen e le indimenticabili sfilate mano nella mano col designer alla fine dei suoi show anni '90. Tra le icone anche l'"American Beauty" per eccellenza, Cindy Crawford: "Mi spezza il cuore apprendere della scomparsa di Valentino Garavani - scrive oggi la modella su Instagram -. Era un vero maestro nel suo mestiere e gli sarò sempre grata per gli anni in cui ho avuto il privilegio di lavorare a stretto contatto con lui".
Visualizza questo post su Instagram
Ad unirsi al cordoglio per la scomparsa dello stilista anche la "Regina", Claudia Schiffer: "Con il cuore spezzato apprendo della scomparsa del mio caro amico Valentino. Una vera leggenda: vivrà per sempre attraverso il marchio che ha creato, incarnazione di un’eleganza e di un glamour senza tempo - scrive sui social -. Ho amato i momenti speciali in cui ho potuto dare vita alle sue creazioni, in passerella e fuori. Una delle mie campagne preferite è stata a Roma, dove sono diventata Anita Ekberg ne La Dolce Vita: un ricordo che custodirò per sempre. Ricorderò sempre le vacanze divertenti trascorse con lui a Maiorca, Ibiza e Saint-Tropez. Il mio abito da sposa Valentino, che ho incorniciato a casa come ricordo costante della sua natura gentile, generosa, dolce e leale. Affidargli la creazione del mio abito da sposa è stato uno dei più grandi onori della mia vita, un momento che porterò nel cuore per sempre. Mi sento immensamente orgogliosa di aver fatto parte della sua vita. Riposa in pace, Monsieur Valentino".
Visualizza questo post su Instagram
Il talento di Valentino non passava mai inosservato. Nemmeno negli anni '50 quando la viscontessa francese Jacqueline de Ribes scovò un Valentino ventenne nell'atelier di Jean Desses. Nel 1968 gli chiese di creare l'abito da indossare al Black & White party newyorchese organizzato dallo scrittore Truman Capote. Fu in quella circostanza che Valentino - l'ultimo imperatore - definì Jacqueline "l'ultima regina di Parigi".

(Jacqueline de Ribes)
Da Parigi alla "regina di New York", la celebre direttrice di Vogue US, Diana Vreeland, incontrò Valentino nel 1964. A unirli fin da subito fu la passione per il rosso, un gusto comune che fece nascere un rapporto storico fatto di promozioni e successi dal respiro internazionale.

(Diana Vreeland)
Da Jacqueline De Ribes a Jacqueline Lee Bouvier, altrimenti nota come Jackie Kennedy. Dopo la tragica morte del marito, la donna abbandonò Washington per trasferirsi a New York, dove prese parte alla presentazione dell'haute couture Valentino. Jackie ordinò sei abiti per esprimere il lutto, finchè non si vestì di bianco per sposare Aristotele Onassis nel 1968. L'abito "Jackie O" è ancora oggi il diamante più raro della maison.

(Jackie Kennedy in abito da sposa)
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy