il caso
Il caso
Domenica 18 gennaio alle 20.30 su Rai 3 va in onda il servizio investigativo Made in Italy? di Report, firmato da Luca Bertazzoni con la collaborazione di Marzia Amico e Samuele Damilano. L'inchiesta ricostruisce la complessa filiera produttiva della moda di lusso, nel mirino delle autorità giudiziarie milanesi.
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Il caso Tod's
Secondo l'indagine, la Procura capo di Milano Paolo Storari ha richiesto la misura interdittiva del divieto di fare pubblicità per sei mesi nei confronti di Tod's, il celebre marchio italiano di lusso. L'inchiesta emerge da un quadro più ampio: la Procura di Milano ha chiesto misure di amministrazione giudiziaria per numerosi brand della moda. Nel caso specifico di Tod's, gli inquirenti hanno rilevato una catena di subappalti dove la casa madre italica affiderebbe la produzione a società italiane prive di strutture produttive, che a loro volta subappalterebbero i lavori a opifici cinesi. Dalle indagini sono emerse gravi violazioni dei diritti dei lavoratori: secondo i magistrati, condizioni di lavoro definite "para-schiavitù", con stipendi di 2,75 euro all'ora, turni notturni e festivi, e ambienti fatiscenti dove gli operai lavorano, mangiano e dormono. L'azienda, secondo gli inquirenti, era a conoscenza di quanto accadeva lungo la catena di fornitura e per questo è finita sotto inchiesta anche per il reato di caporalato.
Chi è Diego Della Valle
Diego Della Valle, intervistato in esclusiva da Report, è l'amministratore delegato, presidente e azionista di maggioranza del gruppo Tod's, nato dal calzaturificio artigianale fondato dal nonno Filippo all'inizio del Novecento. Classe 1953, originario di Sant'Elpidio a Mare (Fermo), ha studiato Giurisprudenza all'Università di Bologna per poi trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha acquisito importanti nozioni di marketing.
Nel 1975 rientra in Italia e riprende la gestione dell'azienda di famiglia, affiancando il padre Dorino. È proprio dall'esperienza americana che nasce l'idea innovativa dei mocassini con i pallini sulla suola, che diventerà il simbolo inconfondibile del marchio Tod's nel mondo. Nel 1979 l'azienda passa interamente nelle sue mani, e la guida ha trasformato la piccola realtà marchigiana in un colosso del lusso internazionale. Dal 1983, anno di lancio ufficiale del marchio Tod's, il gruppo ha acquisito negli anni i brand Hogan (1986), Fay (1989) e in seguito Roger Vivier. Oggi il gruppo Tod's è quotato in Borsa e presenta un fatturato di oltre un miliardo di euro con una presenza globale di più di 100 punti vendita distribuiti su sei continenti.
Della Valle è noto come "Mister Tod's" e nel 2011 è stato inserito da Forbes nella lista degli imprenditori più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato di 1,8 miliardi di dollari. Nel 1996 è stato nominato Cavaliere del Lavoro, la massima onorificenza della Repubblica Italiana per l'impegno professionale. Nel 2025 ha ricevuto il titolo francese di Cavaliere delle Arti e delle Lettere, riconoscimento che celebra il suo contributo al patrimonio culturale e alla moda.
Oltre a Tod's, Della Valle ha diversificato i suoi investimenti: nel 2002 ha acquisito, insieme al fratello Andrea, la squadra della Fiorentina, mantenendola fino al 2019. Nel 2006, in partnership con Luca Cordero di Montezemolo, ha fondato Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori, che è diventato il principale concorrente di Trenitalia nel settore ad alta velocità. Nel 2009 ha acquisito il 5,9% dei grandi magazzini di lusso americani Saks Fifth Avenue per 30,3 milioni di dollari.
Nel 2010, a nome di Tod's, ha firmato un contratto di sponsorizzazione con la città di Roma per il restauro del Colosseo, contribuendo con 25 milioni di euro. Dopo il terremoto del Centro Italia del 2016, ha aperto uno stabilimento Tod's ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), investendo 10 milioni di euro e creando 100 posti di lavoro in un paese devastato dal sisma.
La difesa di Della Valle
In merito alle accuse mosse dalla Procura, Della Valle ha rotto il silenzio in una conferenza stampa urgente, contrastando fortemente le insinuazioni. Ha definito "vergognose" le accuse sostenendo che l'azienda ha sempre mantenuto alti standard etici e di welfare, sottolineando il suo ultimo stabilimento a Brancadoro come esempio virtuoso, dotato di asili, palestra, auditorium e ristoranti per i dipendenti. Ha criticato il pm Paolo Storari, accusandolo di eccessiva leggerezza nel basare accuse così pesanti su documentazione insufficiente e invitandolo a visitare le strutture aziendali per verificare il reale impegno verso il rispetto dei diritti dei lavoratori.
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