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Il personaggio

Enzo Ferrari, la doppia vita con Lina Lardi e la moglie Laura. Poi l'amicizia speciale con Fiamma Breschi: "Lo avevo scambiato per un contadino"

Claudia Boccucci

16 Gennaio 2026, 20:19

Enzo Ferrari, la doppia vita con Lina Lardi e la moglie Laura. Poi l'amicizia speciale con Fiamma Breschi: "Lo avevo scambiato per un contadino"

Enzo Ferrari era un uomo di ghiaccio quando aveva a che fare con gli uomini, in grado di sciogliersi solo con le donne. È così che un'intera vita di successi dedicata alle auto si intrecciò a un duro destino familiare fatto di lutti, relazioni disfunzionali e amori platonici. Era il 1923 quando l'imprenditore del "cavallino rampante" indossò per la prima volta la tuta da pilota e nello stesso anno sposò Laura Garello. Il primo incontro avvenne sotto il portico della stazione ferroviaria Porta Nova di Torino, nel 1921, e dalla loro unione nacque il figlio Alfredo Dino Ferrari. Ben presto però il matrimonio si trasformò in un rapporto di comode apparenze, finché nel 1979 Enzo Ferrari iniziò una relazione con Lina Lardi, dopo averla rivista come segretaria nell'ufficio di uno dei suoi carrozzieri, l'Orlandi di Modena.

(Laura Garello)

La doppia vita con Lina Lardi e la moglie Laura

Enzo e Lina si conobbero nell'estate del 1924, quando lui guidava un'automobile su una via di montagna dell'Appennino modenese e rallentò per salutarla. All'epoca la donna aveva solo 14 anni e per lei Ferrari era solo "superbone", ma da lì a poco diventò un'altra segretaria dell'azienda. Quando nel 1932 arrivò il primogenito Alfredo Dino Ferrari, Lina si era già stabilita in una piccola azienda agricola a Settecani, situata a sette chilometri a est di Modena. Da lì in poi ebbe inizio la doppia vita sentimentale di Enzo Ferrari, con la moglie e l'amante che si incrociavano quotidianamente tra le mura della Scuderia.

(Lina Lardi insieme a Enzo Ferrari)

La malattia del primogenito e la nascita del figlio Piero

All'età di 4 anni al figlio Dino venne diagnosticata la distrofia muscolare, malattia che portò i medici a stimare un massimo di 20 anni di vita. Tuttavia, Enzo istruì il primogenito come se fosse destinato a ereditare il successo dell'azienda e così incoraggiò il ragazzo a proseguire i suoi studi di ingegneria meccanica ed economia in Svizzera. Parallelamente, dall'unione tra Enzo e Lina nacque Piero, il 22 maggio del 1945. La quotidianità dell'imprenditore si divideva così tra i pranzi a Settecani e le notti a casa con la moglie Laura, finché non arrivò il 30 giugno del 1956, quando Dino morì all'età di 24 anni a Modena. Il padre attraversò un dolore profondo che sfociò anche nella rottura del matrimonio con Laura, la quale soffriva di episodi maniaco-depressivi. Lina restò sempre al fianco dell'ingegnere che amava, pur rimanendo in disparte per dedicarsi totalmente all'educazione del figlio Piero.

(Enzo Ferrari con il figlio Piero)

L'amore platonico per Fiamma Breschi

"Questo sarebbe Ferrari?", chiese la donna all'allora compagno Luigi Musso - storico pilota della Ferrari scomparso in un incidente in pista nel 1958. Lo aveva scambiato per un contadino: "Aveva una palandrana, i pantaloni consunti, alti fino alle ascelle, corti oltre la caviglia, i calzini bassi, un cappellaccio sgangherato in testa", racconta in un'intervista a Enzo Biagi. Ma all'epoca non poteva ancora immaginare che la tragica morte del compagno l'avrebbe avvicinata proprio a Enzo Ferrari. "Quando il dottore mi disse che Luigi era morto feci per lanciarmi verso una finestra aperta dell'albergo - raccontò la signora della Formula 1 -. Ferrari mi incoraggiava a vivere". Da lì seguirono 142 lettere rese pubbliche solo dopo la morte della donna, nelle quali si leggono tutte le sfumature di un rapporto unico: "Non ero la donna segreta di Ferrari. Compagna sì. Ma non in quel senso. Eravamo amici, era qualcosa di grande ma di platonico. Passavamo anche quattro ore al giorno al telefono. Forse è per questo che è durata tanto tempo la nostra relazione", ha rivelato Breschi. Le prime lettere iniziavano sempre con un formale "Cara signorina", che ben presto lasciò il passo a un tono più confidenziale caratterizzato dal tu al posto del lei e teneri soprannomi, tra cui: "'Filo ritorto', 'Fiammifero controvento', 'Testa dura non di legno' o, il mio preferito, 'l'Amica delle Macchine e delle Nuvole'". Ferrari voleva sposarla fin dal 1962, ma la donna non ha mai avuto dubbi e ogni volta che l'imprenditore avanzava la proposta lei rispondeva con un categorico e rigoroso "no".

(Fiamma Breschi)

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