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Otto, il cagnolino de Il Collegio è stato adottato da un membro del cast

16 Gennaio 2026, 12:40

Otto, il cagnolino de Il Collegio è stato adottato da un membro del cast

L’ultima edizione della serie Il Collegio 9, disponibile su Raiplay con un box set di 12 episodi, apre con una dolcissima novità che si chiama Otto, un simpatico cagnolino in attesa di essere adottato. Al netto di questo arrivo, la formula è sempre la stessa: studenti selezionati attraverso casting nazionali tra ragazzi e ragazze quattordicenni provenienti da tutta Italia, insegnanti (tutti veri professori che svolgono quotidianamente attività di docenza), un preside esigente che non si fa intenerire facilmente e i famelici sorveglianti che svegliano i collegiali a suon di campanacci ogni mattina alle prime luci dell’alba.

Un salto nel passato

Il Collegio è un docu-reality nato il 2 gennaio 2017 e ha come idea centrale quella di far vivere ai ragazzi di oggi un’esperienza educativa d’altri tempi, immergendoli in un periodo storico distante dal loro e nella realtà del collegio, fatta di regole e buone maniere.

La prima edizione era ambientata negli anni Sessanta: fu dura per i primi collegiali rimuovere il piercing, dover accorciare il ciuffo, salutare i cellulari e la chioma fluente. Non consola molto l’idea di un preside che non si farà impietosire e che sarà pronto a espellere e ad assegnare punizioni esemplari.

A dicembre 2025 è iniziato il corso 1990, con la colonna sonora Losing My Religion dei Rem. La location è il Convitto Nazionale Mario Pagano di Campobasso. Nel corpo decorrenti gli storici: Andrea Maggi (Italiano), Maria Rosa Petolicchio (Matematica e Scienze), Luca Raina (Storia e Geografia), David Wayne Callahan (Inglese), Alessandro Carnevale (Arte). Dopo le celebri voci narranti delle edizioni passate (Magalli, Simona Ventura, Stefano De Martino), quest’anno il cambio di testimone passa al giornalista sportivo Pierluigi Pardo.

Un cane collegiale

La classe è formata da 18 collegiali + 1: Otto, il simpatico cagnolino che viene dal canile comunale di Campobasso, dove è stato accolto nei primi giorni di vita. È vivace e gioioso. Otto è in pre-affido, vale a dire che rimarrà in collegio in attesa di essere adottato e di avere una famiglia con cui potrà trascorrere la sua vita.

La scelta dell’ingresso di Otto nasce proprio da una svolta degli anni Novanta, segnata dalla legge 281/1991, che obbliga i Comuni a creare canili e gattili, promuove sterilizzazioni per fermare il randagismo e vieta la soppressione indiscriminata.

A differenza dei suoi simili, il tenero cucciolo potrà frequentare anche la scuola e ricevere un’istruzione e un addestramento adeguati. Ed è chiaro a tutti che Otto non è un passatempo: “Mi raccomando, occupatevi del cagnolino, ma non diventate dei collegiali cani”, dichiara il preside in occasione della presentazione.

Le regole per prendersi cura del simpatico cucciolo sono semplici: portarlo fuori il più possibile, non fargli mancare mai acqua e cibo, tante coccole e un po’ di educazione. Otto frequenta le lezioni in aula e, in camerata, è pronto per la sessione di addestramento, a cui risponde scodinzolando, e il suo bel musetto scioglie il cuore degli studenti.

Tutti, tranne uno: il signor Palazzo, che insieme alla signorina Mbaye è stato individuato come suo custode, ma lui non vuole neppure accarezzarlo. “Otto è stato l’apice delle ingiustizie. Io devo mangiare e mi devo spostare per il cagnolino”, ha dichiarato il collegiale a colloquio con il preside. Inoltre, il cucciolo lo distrarrebbe dal suo percorso di studi, sottraendogli energie e attenzione.

Pronta la risposta del dirigente, che sembra quasi non aspettasse altro: “Molto bene, io le tolgo il cucciolo e lei si mette a studiare”. Chi ha seguito Il Collegio nelle precedenti edizioni sa benissimo che quella che ha il sapore di una concessione nasconde, in realtà, qualcosa di più insidioso.

Intanto arriva la buona notizia che riempie di gioia il cuore dei ragazzi: Otto non è più un orfanello. È stato adottato dalla signora sorvegliante: “Resterà con lei per sempre”, spiega il dirigente tra gli applausi del collegio.

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