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IL PERSONAGGIO

Chi è Eugenia Carfora, la vera storia della preside-coraggio che ha salvato la scuola di Caivano

In onda su Rai 1 la miniserie La preside, ispirata liberamente alla storia della dirigente scolastica, interpretata dall'attrice Luisa Ranieri

Andrea Pescari

12 Gennaio 2026, 20:10

Chi è Eugenia Carfora, la vera storia della preside-coraggio che ha salvato la scuola di Caivano

La nuova miniserie targata Rai 1 con protagonista Luisa Ranieri, La preside, è ispirata alla vera storia di Eugenia Carfora, una dirigente scolastica diventata simbolo e paladina di educazione e legalità, grazie al suo impegno straordinario contro la dispersione scolastica. Nata il 1° febbraio 1960 a San Felice a Cancello, a Caserta, ha dedicato la vita alla scuola, diventando icona di tenacia e coraggio.

Laureata in Scienze dell'Educazione con indirizzo educatori professionali extrascolastici, Carfora ha insegnato per 16 anni nel Parco Verde prima di diventare dirigente scolastica nel 2007, vincendo un concorso pubblico. Ha scelto consapevolmente l'Istituto Superiore Francesco Morano a Caivano, situato in una zona di degrado e spaccio (tra le più grandi d'Europa), affrontando assenteismo, mancanza di risorse e criminalità. Eugenia Carfora in un'intervista ha rivelato come l'Istituto Morano, quando ancora era caratterizzato da edifici usati per lavanderie abusive e depositi di clan, contava solo 20 studenti. Oggi rappresenta un polo educativo dinamico e accogliente, con circa 700 iscritti. Ammette di aver sacrificato la vita familiare – con un marito e due figli – definendosi "una madre così così" per la sua dedizione totale ai ragazzi della scuola.

Dal primo giorno come preside, Carfora ha rivoluzionato la scuola "di frontiera": andava casa per casa a recuperare gli studenti assenteisti, li chiamava con il megafono e si oppose a un sistema che ostacolava i cambiamenti. Fu persino "cacciata" temporaneamente per aver inceppato meccanismi corrotti, ma tornò con maggiore determinazione, trasformando l'istituto in un modello di riscatto sociale e legalità. Il suo motto è "non rassegnarsi mai": ogni ragazzo recuperato è una vittoria per la società.

"Nel 2007 - ha rivelato Carfora ospite a Cinque minuti di Bruno Vespa - sono arrivata al primo ciclo e avevo il 50% di ragazzi che non venivano a scuola. Nella scuola superiore, quando mi hanno trasferita, ho trovato il 41%. Ciò che mi faceva star male però era l'abbandono, la vera variabile della dispersione scolastica. Piano piano, ho riempito le aule ma non sono ancora riuscita a lavorare sul pregiudizio in merito a certi luoghi".

Eugenia Carfora su Luisa Ranieri

Ce l'hanno messa tutta e Luisa (Ranieri, ndr) è andata oltre. Sapeva che c'era tanta responsabilità. Io sono una persona poco abituata a stare negli schemi. Forse gli altri non sanno cosa c'è dietro la scuola. Volevo far sentire il mio tacchetto e vorrei tanto che la scuola funzionasse sempre. E' facile che a Napoli un colore sovrasti l'altro. Ho dato tutto e scarificato tanto, ma bisogna togliere dal vocabolario la rassegnazione e io non mi rassegno mai.

Così in conferenza stampa Eugenia Carfora, la dirigente di Caivano che ha ispirato la serie tv La Preside.

"Mi ritrovo perfettamente nel personaggio. I quartieri sono speciali perchè si aiutano tra di loro e diventato città nella città. Anche Napoli ha la sua periferia centrale, ho immaginato in questa serie che si può andare oltre. Quando sono arrivata a Caivano ho pensato che qui c'è un mondo. Il problema è prendersi cura. E in questa fiction hanno fatto emergere cosa significa prendersi cura. Nelle periferie escono gioielli enormi. E ci devono credere anche quelli che ci stanno. La periferia deve essere al centro", ha aggiunto.

 

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"Il mio motto è tutti a scuola. Io ho fatto progressi, avevo il 41% che non ci andava. Bisogna essere esperti per capire cosa significa abbandono scolastico. Ho ancora ragazzi che a scuola non vanno. I risultati non si fanno in un anno, la scuola è pazienza, dovrebbe durare tutta la vita", ha concluso.

L'incontro tra Luisa Ranieri ed Eugenia Carfora

"L'incontro con Eugenia - spiega Luisa Ranieri - è stato magico. Io sapevo tutto di lei perché avevo visto tutto. Dallo sguardo ho capito la sua voglia che la spinge, che fa di lei un eroe moderno per il suo lavoro che svolge. Non mi ha dato consigli, ha fatto la sua giornata e io come un'ombra l'ho osservata". 

Come è nata l'idea di una miniserie: la telefonata tra Luca Zingaretti ed Eugenia Carfora

La serie nasce da un'idea di Luca Zingaretti, sceneggiatore e produttore. "Mia moglie Luisa - ammette il popolare attore - mi ha detto di guardare un documentario Rai di Domenico Iannacone su Caivano e la preside. L'ho visto e già mentre scorrevano i titoli di coda ho cercato al telefono Eugenia Carfora. 'Sono Luca Zingaretti, ci possiamo incontrare?' le dissi. E lei: 'Chi? Zingaretti? E io sono Napoleone'. In seguito ci siamo visti e tre sceneggiatori sono andati più volte alla scuola di Caivano". Con la preside, ci sono anche i 'suoi' ragazzi, con le loro storie complesse, le loro passioni, le loro canzoni, i loro problemi.

La preside: tutto sulla serie

Liberamente ispirata alla storia vera di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale, la serie racconta la missione di una donna visionaria e ostinata, interpretata da Luisa Ranieri, che, al suo primo incarico da preside, sceglie di guidare l’Istituto Anna Maria Ortese di Napoli, un luogo segnato dall’abbandono scolastico e circondato dal degrado, al centro di una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. Per la preside, ogni studente salvato dalla strada, sarà una conquista personale, ma rappresenterà anche, il riscatto educativo e sociale di un intero quartiere. “La Preside” porta sullo schermo una vicenda più che mai attuale e - nel raccontare le storie di un gruppo di ragazzi difficili, con vite segnate da mille vicissitudini - restituisce valore al ruolo della scuola, presidio di legalità, speranza e futuro.

Luisa Ranieri è Eugenia Liguori, 47 anni, donna entusiasta e risoluta, al suo primo incarico come preside, sceglie l’Istituto Anna Maria Ortese (NA), ovvero l’inferno in terra. Posizionato al centro di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, l’Ortese è tristemente famoso per l’assenteismo degli studenti e la totale mancanza di risorse. Ma quella che ad altri potrebbe sembrare una sfida impossibile, per Eugenia diventa una missione: “quando le cose sono così brutte, è facile immaginarsele più belle”. Per salvare i ragazzi e riportarli a scuola, Eugenia fa di testa sua mettendosi continuamente in pericolo. L’unico a condividere i suoi metodi è Vittorio, insegnante di italiano appena arrivato dal nord.

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