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La città riscopre la sua marcia: esecuzione inedita al teatro Talia. Una emozionante riscoperta musicale ha aperto il concerto natalizio della banda cittadina al teatro Talia. Per la prima volta in città è stata eseguita la marcia bandistica intitolata “Gualdo Tadino”, un brano risalente ai primi anni del Novecento e rimasto finora sconosciuto alla comunità locale.
La scoperta della marcia è avvenuta in modo del tutto casuale e sorprendente. Nel mese di luglio, un musicista di Trapani ha contattato il maestro della banda gualdese, Angelo Arnesano, chiedendo informazioni e parti musicali del brano. Una richiesta che ha inizialmente lasciato stupore e incredulità, poiché a Gualdo Tadino non si aveva memoria di una marcia con questo titolo, se non confusa con l’inno cittadino o con composizioni dedicate al Monte Serrasanta.
Il musicista siciliano, però, ha confermato l’esistenza della marcia, inviando via mail una parte originale dello spartito. Da lì sono partite le ricerche, che hanno portato a una scoperta di grande interesse storico da parte del maestro Arnesano: la marcia “Gualdo Tadino” fu composta nei primi anni del Novecento dal musicista piemontese Giuseppe Macchiotti. È probabile che il compositore abbia soggiornato in Umbria, considerando che le sue opere risultano pubblicate dalla storica casa editrice Tito Belati di Perugia.
Una volta reperite tutte le parti musicali, il brano è stato studiato e provato dalla banda, fino all’attesa esecuzione pubblica del 4 gennaio, accolta con grande interesse dal pubblico presente. Per l’occasione, una copia dello spartito, autografata da tutti i componenti della banda, è stata donata dal presidente della banda, Massimiliano Garofoli, al sindaco, Massimiliano Presciutti, come simbolo di un patrimonio musicale finalmente restituito alla città.
Curioso il fatto che, mentre a Gualdo Tadino la marcia era caduta nell’oblio, essa viene eseguita da anni dalla banda di Trapani durante i festeggiamenti dedicati alla Madonna, a testimonianza di come la musica possa viaggiare e trovare nuova vita lontano dai luoghi a cui è originariamente dedicata.
Una riscoperta che unisce storia, musica e identità, riportando alla luce un tassello prezioso del passato culturale gualdese.
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