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Sono passati tre anni da quando Raoul Bova si è calato per la prima volta nei panni di Don Massimo per perdersi nelle storie ambientate tra le vie di Spoleto, città che ormai chiama casa e con la quale ha costruito un legame speciale. Stasera, il debutto con la 15esima stagione. Eppure le sensazioni sono quelle di sempre: "È come tornare a casa - racconta l'attore al Messaggero -. A Spoleto ormai conosciamo tutti e con loro la troupe ha condiviso tutti questi anni (12 anni ndr). C'è ormai una solida amicizia e una stretta condivisione di questo progetto".
L'entusiasmo è reciproco e contagioso in una città in cui Don Massimo è sempre stato il benvenuto: "Gli abitanti sono molto contenti nel vederci girare lì ed è un sentimento reciproco. È anche un modo per stare uniti, non disperderci nella città e vivere un po' come una famiglia".
Divisa in 10 appuntamenti serali, in questa nuova stagione - prodotta da Lux Vide e Rai Fiction - tutti i protagonisti dovranno mettere a dura prova i propri sentimenti. Il fil rouge di questo nuovo capitolo sarà infatti "la vocazione che ogni personaggio vorrà ricercare per la propria vita. Lo stesso Don Massimo verrà messo a dura prova nel suo ruolo di prete e uomo", ha aggiunto l'attore.
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