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Galileo Galilei, Marco Polo e Nikola Tesla: tre geni accomunati dalla data della loro morte

08 Gennaio 2026, 10:20

Galileo Galilei, Marco Polo e Nikola Tesla: tre geni accomunati dalla data della loro morte

Gennaio è il mese in cui ricorre la scomparsa di personaggi illustri che non solo hanno fatto la storia, ma hanno gettato le basi per il nostro presente e per il futuro dell’umanità: Galileo Galilei, Marco Polo e Nikola Tesla.

Cosa avevano in comune questi uomini, se non il giorno della loro morte tra il 7 e l’8 gennaio? La genialità, la capacità di vedere oltre i limiti del proprio tempo e, soprattutto, un destino beffardo che li ha uniti: morirono in solitudine. Marco Polo nel suo letto, dopo aver dettato il testamento senza firmarlo a causa delle leggi veneziane. Galileo, quasi cieco per cataratta e glaucoma. Tesla, solo, in una stanza d’albergo, in compagnia solo dei suoi amati piccioni.

Marco Polo

Marco Polo fu l’uomo che percorse oltre 24.000 chilometri nel corso di 24 anni di viaggio (dal 1271 al 1295), attraversando l’Asia lungo la Via della Seta fino alla corte dell’imperatore Kublai Khan in Cina, che gli lasciò in dono una tavoletta d’oro. Questo oggetto, noto come paiza, fungeva da lasciapassare imperiale e gli garantiva protezione e rifornimenti in ogni angolo dell’Impero Mongolo. Una distanza immensa per l’epoca, resa ancora più affascinante dal fatto che fu affrontata senza GPS né bussole moderne. Grazie a lui, l’Europa venne in contatto con mondi, culture e beni fino ad allora sconosciuti: spezie preziose, seta, carta, porcellana, tecniche militari e invenzioni come la stampa e la polvere da sparo. I suoi racconti aprirono gli occhi dell’Occidente e accesero la scintilla che, nei secoli successivi, avrebbe portato alle grandi esplorazioni geografiche. Sul letto di morte, rifiutò di ritrattare le sue storie, affermando: “Non ho raccontato nemmeno la metà di quello che ho visto, perché non sarei stato creduto.” Morì l’8 gennaio 1324 (alcune fonti indicano tra il tramonto dell’8 e il 9 gennaio).

 

Galileo Galilei

Galileo Galilei superò i limiti del dogmatismo dell’epoca, che vedeva la Terra immobile al centro dell’universo, secondo la visione tolemaica sostenuta dalla Chiesa. Con un cannocchiale rudimentale (aveva uno zoom massimo di 30x), riuscì a dimostrare che la Terra ruota attorno al Sole. Non solo: scoprì anche i quattro principali satelliti di Giove (oggi noti come satelliti galileiani): Io, Europa, Ganimede e Callisto. La sua fu una rivoluzione scientifica e culturale che, per portata, anticipò di secoli l’allunaggio del 1969, quando l’uomo camminò sulla Luna. Purtroppo, nel 1633 fu accusato di eresia dal Sant’Uffizio e costretto all’abiura: un triste destino per chi, con occhi ormai malati, ma liberi, aveva osato guardare oltre. Solo nel 1992, la Chiesa, grazie a Papa Giovanni Paolo II, lo riabilitò ufficialmente, riconoscendo di aver commesso un errore nel condannarlo. Galileo morì l’8 gennaio 1642, nella sua casa ad Arcetri, vicino Firenze.

 

Nikola Tesla

Nikola Tesla è forse davvero l’uomo del futuro, pur vissuto nel XIX secolo. In un’epoca in cui l’uomo si spostava ancora prevalentemente a cavallo, in carrozze trainate da animali, o con i primi treni a vapore, Tesla immaginava un mondo con energia elettrica senza fili, comunicazioni istantanee, automazione e intelligenza artificiale.

Nel 1898, al Madison Square Garden di New York, mostrò a sorpresa un battello radiocomandato, oltre 50 anni prima dell’invenzione del telecomando moderno.

Tra i suoi esperimenti più visionari ideò anche una “torre per la trasmissione di energia wireless”, la famosa Torre Wardenclyffe. Il progetto fu però abbandonato dopo il ritiro dei finanziamenti da parte di J.P. Morgan, uno dei più influenti banchieri dell’epoca, che temeva che un sistema di energia gratuita e illimitata avrebbe distrutto il mercato elettrico basato sulla rete a pagamento.

Tesla era un personaggio eccentrico e affascinante: ossessionato dal numero 3, compiva rituali ripetitivi (come girare tre volte intorno a un edificio prima di entrarvi) ed era legato morbosamente a un piccione bianco, che dichiarò di amare “come un uomo ama una donna”.

Morì il 7 gennaio 1943, solo, nella stanza 3327 dell’Hotel New Yorker, povero, dimenticato e ossessionato da quel piccione. Poco dopo la morte dell’animale, anche Tesla si spense, a causa di un attacco cardiaco.

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