il personaggio
BigMama
BigMama è al centro di una nuova ondata di commenti social dopo un video su TikTok in cui appare visibilmente dimagrita, ma la sua risposta e la sua storia raccontano molto più dei numeri sulla bilancia. Il dibattito che si è acceso sul suo corpo mostra quanto la body positivity venga ancora fraintesa e quanto il diritto di cambiare, guarire e trasformarsi resti un tabù per molti.
Nel giro di poche ore il video di BigMama su TikTok, in cui la cantante campana appare più magra rispetto alle ultime apparizioni pubbliche, è diventato virale superando oltre un milione di visualizzazioni e catalizzando l’attenzione sul suo cambiamento fisico. Tra complimenti, giudizi travestiti da apprezzamenti e veri e propri attacchi, un commento in particolare ha fatto discutere: "Finalmente! Adesso sei davvero bella", frase che riduce la sua bellezza alla sola perdita di peso. La risposta dell’artista è stata netta e chiarissima: "Io sono sempre stata bella", una presa di posizione che ribalta la narrazione tossica secondo cui la magrezza sarebbe l’unico lasciapassare per sentirsi – e essere considerati –"abbastanza".
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Non è la prima volta che il corpo di BigMama diventa terreno di scontro pubblico: per anni è stata bersaglio di body shaming proprio a causa delle sue forme, mentre costruiva la sua immagine di artista fiera e senza filtri. Proprio questa autenticità l’ha trasformata in un punto di riferimento per chi non si riconosce nei canoni estetici dominanti, facendone una delle voci italiane più potenti sul tema dell’accettazione del corpo. Oggi, paradossalmente, la stessa artista viene accusata di "tradimento" perché appare dimagrita, come se la coerenza con la body positivity significasse restare identici per non deludere le aspettative del pubblico.
L’idea che BigMama, in quanto simbolo di body positivity, non "dovesse" dimagrire rivela quanto il discorso inclusivo venga ancora letto in chiave distorta. Essere body positive non implica una condanna alla stessa taglia per tutta la vita, ma il diritto pieno di abitare il proprio corpo in ogni fase, che si tratti di aumentare di peso, dimagrire, cambiare stile di vita o semplicemente evolvere. Nessuno, al di fuori dell’artista, conosce le reali motivazioni della sua trasformazione: potrebbe trattarsi di salute, di un nuovo equilibrio fisico e mentale o di un processo naturale dopo anni segnati da malattia e terapie. E, soprattutto, la domanda giusta non è "perché è dimagrita?", ma "lei si sente bene in questo corpo?" – una risposta che riguarda esclusivamente BigMama.
Per comprendere la profondità del rapporto tra BigMama e il proprio corpo bisogna ricordare che, a poco più di 20 anni, alla cantante è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico che l’ha costretta a un lungo percorso di cure. In diverse interviste l’artista ha raccontato di aver affrontato dodici cicli di chemioterapia, con tutti i cambiamenti fisici e psicologici che questo comporta: gonfiore, perdita di capelli, fatica a riconoscersi allo specchio. Oggi è in remissione e continua a sottoporsi ai controlli di routine, ma quella esperienza ha inevitabilmente ridefinito il suo modo di percepirsi, facendo del suo corpo non un oggetto da giudicare, bensì il luogo di una battaglia vinta e di una rinascita.
La reazione di BigMama al commento "Adesso sei davvero bella" va letta come un manifesto: la bellezza non è una variabile dipendente dalla taglia, ma un insieme di forza, carisma, talento e storia personale. Ridurre il suo percorso a un prima e un dopo basato sui chili significa ignorare anni di attivismo contro il body shaming e, soprattutto, cancellare la complessità di chi ha fatto della vulnerabilità uno strumento di potere. La vera incoerenza, in questa vicenda, non è quella dell’artista, ma quella di un pubblico che ieri la insultava perché "troppo", oggi la giudica perché "meno" e domani troverà comunque un nuovo pretesto per parlare del suo corpo invece di ascoltare la sua musica. BigMama, dal canto suo, continua a ricordare a tutti una verità scomoda e necessaria: non serve cambiare taglia per essere belli, ma cambiare sguardo su ciò che consideriamo degno di rispetto.
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