Il riconoscimento
L'ad di Mps Lovaglio
Pochi giorni ancora e il nominativo del candidato prenderà la via dell’ufficialità. Se non ci saranno sorprese, e visti i pesi in campo così non dovrebbe essere, il Mangia d’oro 2026 sarà assegnato a Luigi Lovaglio.
Il profilo dell’amministratore delegato di Mps è stato avanzato dal rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra, che in occasione dell’iniziativa dell’ateneo con Sei Toscana, ha ribadito la convinzione su questa proposta: “Vediamo se avrà una sua ampia condivisione come spero”. Fiducia che per Di Pietra scaturisce dal lavoro fatto dal banchiere lucano da quando è arrivato a Siena: “È una figura di cui ho piena stima, nel senso che ha fatto un lavoro importante sulla tenuta della banca, sul ruolo che questa banca, la Banca Monte dei Paschi di Siena, ha e può avere in questi territori, in questa città, con un cambio di narrazione direi importante”. Un concetto riverberato pochi passaggi più avanti: “Adesso abbiamo una banca che è forte, ha ritrovato solidità, robustezza, capacità di generare reddito, a sostegno di quello che questa banca fa in questo territorio e a livello nazionale”.
La decisione da parte del Concistoro del Mangia deve essere presa entro il 15 maggio. In seno al Magistrato delle Contrade erano state avanzate due candidature distinte: il giornalista Alessandro Rossi per conto dell’Onda, e il cantautore Mauro Lusini presentato dalla Giraffa. È evidente che di fronte a Lovaglio anche il mondo contradaiolo farà un passo indietro, arrivando così a quella massiccia convergenza auspicata da Di Pietra.
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