STRONCONE
Lotta tra la vita e la morte la 43enne marocchina aggredita dal marito a colpi di martello a bordo di un bus a Santa Lucia di Stroncone. All'indomani del delicato intervento chirurgico a cui è stata sottoposta nella serata di sabato 9 maggio, le condizioni sono stabili ma rimangono critiche. La donna è in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Maria di Terni con lesioni gravissime al cranio e al volto.
Ad aggredirla brutalmente è stato il marito, connazionale di 44 anni, che era stato arrestato nella notte tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile. Era stata la figlia minore della coppia - adolescente - a chiamare i carabinieri terrorizzata per le conseguenze dell'ennesima lite tra i suoi genitori. In quell'occasione, secondo quanto ricostruito dai carabinieri la discussione sarebbe nata per motivi economici a seguito del licenziamento del marito.
La lite è degenerata e il 44enne ha aggredito fisicamente la moglie, sferrandole un calcio sul fianco e strattonandola per i capelli. All'arrivo nell'abitazione, i militari avevano trovato la donna con gli indumenti lacerati e la figlia in evidente stato di shock, in una camera da letto con oggetti e vetri infranti a terra. Al termine delle indagini, per l'uomo era scattato l'arresto e, giudicato per direttissima, il giudice aveva disposto la misura di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla consorte ed applicazione del braccialetto elettronico.
Brutale aggressione su una donna di 43 anni di origini marocchine, F.E.A. le sue iniziali, madre di famiglia. Una violenza cieca, scoppiata ieri nel primo pomeriggio a bordo di un autobus di linea all’altezza di Santa Lucia di Stroncone, dove il marito, connazionale di 44 anni, passando dalle offese verbali, avrebbe poi iniziato a colpirla prima a mani nude e poi estratto un martello, scagliandosi contro la moglie e colpendola più volte. La conducente del mezzo si è fermata e ha aperto le portiere, con l'aggressore che è scappato a piedi gettando via il martello - successivamente recuperato dagli inquirenti - e facendo perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti. Per i due, un matrimonio contratto in Marocco, poi l’arrivo in Italia al quale sarebbero seguite minacce e violenze. Tanto che l’uomo era già indagato per reati da codice rosso e indossava il braccialetto elettronico. Se lo sarebbe riuscito a strappare di dosso. L’apparecchio è stato ritrovato infatti a terra, vicino al punto dove si è fermato l’autobus. La 43enne, che lavora nella zona di Santa Lucia come badante per due anziani, è stata soccorso dal 118 e quindi elitrasportata all'ospedale Santa Maria di Terni dove i sanitari hanno disposto la riserva di prognosi in ragione delle profonde lesioni riportate che ne mettono a rischio la vita. Ieri sera è stata sottoposta anche a un delicato intervento chirurgico.
L’allarme è stato lanciato da testimoni presenti al tragico fatto, ed è subito scattata la caccia all'uomo che vede impegnate tutte le forze dell'ordine e diramata a livello nazionale. Nella frazione di Santa Lucia sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini, con il coordinamento della procura di Terni, svolgendo anche rilievi con personale del Nucleo investigativo dell'Arma ternana. Acquisite anche tutte le testimonianze utili alle indagini. Qualche ora dopo il fatto, presso il comando stazione carabinieri di Stroncone, si è svolta anche una riunione fra il procuratore capo Antonio Laronga e il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Antonio De Rosa. Obiettivo è ricostruire ogni dettaglio e, ovviamente, rintracciare l'uomo che, con una violenza omicida, si è scagliato contro la moglie che probabilmente stava rientrando verso casa dopo aver lavorato.
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