Cronaca
Prima l’aveva violentata, dopo averla invitata a casa sua per posare come modella nell’ambito di un progetto che dovevano portare avanti in quanto studenti dell’Istituto di belle arti. E poi aveva preso a perseguitarla, con messaggi, chiamate, appostamenti. Infine, incredibilmente, nel corso del processo, le aveva chiesto di sposarlo come gesto riparatore. E’ stato condannato a sette anni di reclusione un fotografo cinese che, per l’appunto, aveva violentato una giovane modella connazionale in un appartamento di Perugia nel 2018. Ieri il pubblico ministero, Gennaro Iannarone, aveva chiesto una condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione per l’imputato – assistito dall’avvocato Leonardo Orioli – che nel frattempo è tornato, come anche la ragazza, in Cina.
Secondo quanto emerso, la ragazza era andata a casa dell’imputato per alcune foto. Si era presentata sola invece che con un’altra amica e lì era iniziato l’incubo. Dopo averla immobilizzata sul divano l’aveva “portata in camera da letto, costringendola ad un rapporto nonostante la chiara ed esplicita volontà contraria della donna, manifestata sia verbalmente sia in fatto, con calci, pugni e morsi nel vano tentativo di divincolarsi dalla presa”. All’imputato viene anche contestato di “aver commesso il fatto con abuso di ospitalità e profittando di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, in particolare fra le mura domestiche, ove la donna aveva accettato di portarsi per posare come fotomodella, confidando nel reciproco rispetto fra studenti, entrambi iscritti all’Accademia di belle arti di Perugia”.
Dopo quel giorno poi aveva iniziato a perseguitarla: le scriveva messaggi in continuazione, la cercava e cercava anche i suoi amici fino a che una volta era andato sotto casa sua con una bomboletta di spray urticante e lo aveva anche detto a un’amica di lei, probabilmente per minacciarla. Il fotografo poi era stato bloccato dal fidanzato della vittima che lo aveva affrontato in uno degli appostamenti. Erano anche intervenuti i carabinieri per riportare la situazione alla calma e, in quell’occasione, l’imputato aveva aggredito anche i militari. Le ultime contestazioni sono tuttavia andate prescritte per il lasso di tempo trascorso. Il rinvio a giudizio è infatti del 2022, il processo poi si era arenato anche per la difficoltà di ascoltare in aula la parte civile.
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