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CRONACA

Il molestatore resta in cella: il gip convalida il fermo per il 30enne

Per il giudice “sfoga il suo sentimento di rivalsa contro le donne facendo scattare una componente di profonda violenza”

Francesca Marruco

05 Maggio 2026, 08:33

Il molestatore resta in cella: il gip convalida il fermo per il 30enne

Resta in carcere il molestatore seriale che negli ultimi giorni ha aggredito una 14enne e una 21enne nel giro di meno di 48 ore. Lo ha stabilito ieri il gip di Perugia, Natalia Giubilei, accogliendo la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Alessandro Pazzaglia. Il giudice, che ha interrogato il 30enne ieri mattina in carcere, alla presenza del suo avvocato, Luca Gentili, ha sottolineato che l'unica misura cautelare possibile per lui è quella del carcere. Per molteplici motivi, il più inquietante dei quali ha a che fare con l'indole dell'arrestato e con i suoi innumerevoli, e tutti specifici, precedenti. Il 30enne infatti, risulta essere stato già condannato due volte per stalking nei confronti di due sue ex fidanzate. Una è diventata definitiva, l'altra, a un anno e quattro mesi, è in fase di appello. Per questi motivi, lo scorso anno nei suoi confronti era stata emessa la misura della sorveglianza speciale: due anni con braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento alla ex. Lui aveva rifiutato il braccialetto e la misura era stata estesa a tre anni. Ma l'ha ripetutamente violata. E poi, nel corso dell'interrogatorio, ha detto cose che, secondo il giudice, sono sintomatiche di un profondo disagio, del bisogno di affermarsi e di rivalsa che, evidentemente, sfoga nei confronti delle donne, facendo scattare una componente di aggressività nei loro confronti. L'uomo infatti, martedì scorse aveva avvicinato una ragazzina a Castel del Piano, le aveva offerto soldi in cambio di sesso e al rifiuto della minore l'aveva seguita in autobus, fino a quando, in via Cortonese, l'aveva rincorsa e afferrata palpeggiandola nelle parti intime. Il giorno dopo, nei pressi di piazza Ermini, aveva fatto lo stesso con una studentessa di 21 anni a cui aveva toccato le parti intime. Il 30enne era stato poi arrestato - in esecuzione del fermo che è stato convalidato ieri dal giudice - il primo maggio. Davanti al gip ha sostenuto versioni strampalate e destituite di ogni fondamento: al magistrato ha detto infatti che la ragazzina "lo aveva provocato" e che lui non voleva farle del male. L'avrebbe ricorsa - ha dichiarato - dolo per spiegarle che non avrebbe dovuto avere paura di lui e le avrebbe toccato le parti intime per sbaglio. Una ricostruzione, per l'appunto, impossibile da far combaciare con le irripetibili frasi e minacce ("So dove abiti vengo a cercarti") rivolte a una ragazzina di appena 14 anni. Lo stesso comportamento che ha tenuto con la studentessa, insultata dal 30enne dopo essere stata palpeggiata. Il trentenne, stando a quanto emerge, vive di espedienti, fa qualche lavoretto in nero, ha perso il permesso di soggiorno a causa dei precedenti penali ed è stato anche allontanato dalla sua stessa famiglia. Al giudice ha detto di sentirsi rifiutato da tutti.

Inoltre il 30enne è anche un senza fissa dimora, che quindi non potrebbe beneficiare dei domiciliari neanche volendo, e anche per questo motivo il gip ha disposto la misura custodiale in carcere. L'avvocato Luca Gentili, che lo assiste, ha dichiarato: "I reati che vengono contestati sono gravi, anche se oggettivamente andrebbero riqualificati nella forme attenuate. Con certezza sono maturati in un contesto di estremo disagio e solitudine, purtroppo si tratta di un ragazzo che da troppo tempo vive per strada, allontanato sempre da tutti".

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