CRONACA
Servizi di vigilanza per eventi e manifestazioni senza licenza prefettizia e con l'utilizzo di certificati professionali falsi. È quanto emerso dalle indagini svolte negli ultimi mesi dalle forze dell'ordine, che hanno portato alla denuncia di 10 persone e alla contestazione di 45 illeciti, per un totale di 75mila euro di sanzioni.
L'ultimo episodio risale allo scorso 28 aprile, quando la polizia di Perugia - supportata dalla divisione polizia amministrativa della questura di Napoli, dal Cosc polizia postale e dal Reparto prevenzione crimine Umbria Marche - ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione locale e personale emesso dalla procura di Perugia. L'operazione ha interessato una società con sede legale in provincia di Perugia e sede secondaria a Napoli.
Dalle indagini, avviate nell'agosto 2025, è emerso che la società offrisse regolarmente servizi di vigilanza per eventi pubblici, senza possedere la licenza prefettizia. Gli operatori impiegati, infatti, non risultavano iscritti all'albo prefettizio. Al fine di ottenere il rilascio di certificazioni professionali necessarie, inoltre, la società attestava falsamente la partecipazione del personale a corsi di formazione, con firme false apposte sui verbali.
Un altro episodio riguarda l'indebita percezione dell'indennità di disoccupazione da parte di uno degli addetti della società. L'uomo era stato licenziato per giusta causa circa un anno fa, il 25 aprile 2025, ma continuava a lavorare regolarmente per la società, anche dopo la formale comunicazione del licenziamento all'Inps.
Le perquisizioni, eseguite in sei diversi domicili tra Perugia e Napoli, hanno portato al sequestro di dispositivi informatici e documenti relativi all'attività svolta dalla società. Cinque persone, tra le quali due amministratori, sono state deferite all'autorità giudiziaria.
Già lo scorso febbraio era stata individuata un'azienda analoga nel comune di Perugia. La perquisizione aveva portato al sequestro della documentazione inerente ai servizi prestati abusivamente. Il rappresentante dell'agenzia era stato, inoltre, indagato in stato di libertà per violazione del Tulps - il testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza -, avendo esercitato attività di vigilanza senza autorizzazione e con l'ausilio di alcuni tesserini prefettizi falsi.
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