FOLIGNO
Un solo uomo, lo stesso copione. Tutto per ora sembra condurre verso un’unica direzione. Che dietro i due colpi in sequenza nelle due farmacie, Bartoli e La Paciana, possa nascondersi la stessa persona. Un bandito solitario che riesce a muoversi con agilità nella periferia della città, e ad entrare in azione nel momento più propizio, approfittando dell’assenza di clienti così da poter sfoderare la sua arma per minacciare i farmacisti e farsi consegnare l’incasso.

Questo lasciano ipotizzare le dinamiche delle due rapine che si sono consumate a meno di ventiquattr’ore di distanza l’una dall’altra. L’ultima lunedì mattina, intorno alle 11.30, quando un uomo con il volto travisato anche attraverso l’utilizzo - questo è stato possibile ricostruire - di un caschetto e di una sorta di rete fitta scura avvolta intorno al capo fino a nascondere anche il collo, si è presentato alla farmacia La Paciana che si apre nell’omonima zona industriale, puntando dritto al balcone dove puntando un paio di forbici ha minacciato la dipendente di consegnargli i soldi che aveva nella cassa. Con lei presenti anche le titolari, ma in quel momento nessun cliente che potesse intervenire in loro aiuto. Il momento propizio appunto, scelto dal ladro. Come era accaduto domenica alla Farmacia Bartoli, quando il rapinatore aveva approfittato del primo pomeriggio, entrando in azione intorno alle 14.30, quando nell’attività ha trovato solo una dipendente da intimorire per farsi consegnare circa 700 euro. Somma analoga, da una prima stima, al bottino messo a segno lunedì mattina nella farmacia di via Vasari. In entrambi i casi il bandito - sempre ammesso che si tratti della stessa persona - ha tirato fuori un paio di forbici per dare forza alle minacce contro i farmacisti. Solo nel secondo caso, da quanto è stato possibile apprendere, avrebbe mostrato anche un cacciavite. Altro arnese accompagnato dalle intimidazioni per assicurarsi che nessuna delle persone all’interno della farmacia in quel momento - vale a dire le titolari e la collaboratrice - potesse chiedere aiuto.
E anche su questi elementi si concentra il lavoro degli inquirenti in queste ore. Vale a dire degli agenti del commissariato - agli ordini del vicequestore Adriano Felici - intervenuti nel primo pomeriggio di domenica in via Arcamone, e i carabinieri della locale compagnia - guidata dal capitano Antonello De Sanctis - chiamati nemmeno ventiquattr’ore dopo, e a meno di 2 chilometri di distanza, nella farmacia di via Vasari. Entrambi in queste ore stanno lavorando senza sosta per individuare - e rintracciare - il bandito delle farmacie, passando al setaccio le immagini delle telecamere dei due esercizi, e quelle del sistema di videosorveglianza comunale. A loro il compito di dare un nome all’autore della prima e della seconda rapina, su cui, almeno al momento, gli indizi sembrerebbero coincidere fin quasi a sovrapporsi, e lascerebbero ipotizzare che il volto che emergerà, per entrambi i colpi, possa essere lo stesso.
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