Cronaca
Guardia di Finanza
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, delegati dalla Procura locale, hanno condotto una complessa indagine che ha portato allo smantellamento di un’associazione a delinquere composta da otto persone e finalizzata alla truffa nei confronti dell’Inps, dell’Inail e dell’Erario. Ad essere state coinvolte sono circa 63 aziende con sede in tutta Italia, per un giro di fatture false di quasi un milione di euro.
Le indagini, monitorate dall’INPS e dal Nucleo Carabinieri presso l’Ispettorato del Lavoro di Perugia e, in seguito, sviluppate con specifici accertamenti di polizia economico finanziaria dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Gubbio, hanno permesso di recuperare a tassazione più di 200 mila euro ai fini IVA e oltre 360 mila euro ai fini delle imposte dirette.
Un sistema sofisticato e guidato da due imprenditori di Gubbio per garantire alle imprese clienti di abbattere i costi della manodopera interponendo in modo fittizio, nel rapporto giuridico tra il datore di lavoro ed il lavoratore, una ditta individuale e una società con sede a Gubbio.
Così facendo, le aziende omettevano in maniera sistematica il versamento dei contributi INPS, dei premi INAIL, dell’IVA e delle imposte sui redditi, beneficiando così di tariffe più basse per la manodopera. Allo stesso tempo potevano annullare tutte le tutele standard dei propri lavoratori legalmente non dipendenti da loro, tra cui i contributi ai fini pensionistici, le garanzie assicurative, le visite mediche periodiche e la formazione professionale.
A livello operativo, dalle indagini condotte pare che i due imprenditori eugubini si avvalevano di una rete di “agenti di zona” (anche loro attualmente indagati), che operavano in sette regioni d’Italia (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Puglia). Questi agenti erano incaricati di individuare le imprese clienti interessate che operavano in molteplici settori, dalla ristorazione alle attività ricettive, servizi di pulizia, edilizia e spettacolo.
I clienti che aderivano a questo sistema riuscivano così a risparmiare tra il 25 ed il 35 percento rispetto ai costi normalmente investiti nella manodopera. Al termine delle indagini, le Fiamme Gialle hanno denunciato a piede libero 71 soggetti, di cui 63 per utilizzo di fatture false nelle previste dichiarazioni annuali e 8 per l’emissione delle stesse. Sono state effettuate le segnalazioni del caso, rispettivamente all’Agenzia delle Entrate per la chiusura della partita IVA della ditta e della società eugubine utilizzate per perpetrare gli illeciti descritti e alla Procura della Repubblica per l’applicazione delle sanzioni alle imprese clienti in relazione alla responsabilità amministrativa degli enti.
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