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Vertenza Acqua&Sapone in stallo

La chiusura del magazzino rischia di gravare sui 56 famiglie. Questa mattina assemblea dei lavoratori

Mariella Baccheschi

20 Aprile 2026, 05:10

Acqua&Sapone

A destra Lorenzo Pinzi della Uiltucs

Sfiducia e speranza. C’è molta attesa a Casa del Corto, comune di Piancastagnaio, in occasione della assemblea dei lavoratori di “Acqua & Sapone”, prevista per questa mattina dalle ore 10 alle ore 12, alla presenza dei rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana. Il sindacato sta seguendo il contenzioso da circa un mese, da quando la nuova proprietà, la Cesar srl, ha dichiarato di non intendere acquisire il polo logistico Logimer spa, che dà lavoro a ben 56 dipendenti e sostentamento a 56 famiglie. Oltre alle istituzioni locali, solidali a pieno titolo con i lavoratori, di questa crisi aziendale si sta interessando la Regione Toscana, con il consigliere delegato Valerio Fabiani, il quale ha già incontrato i responsabili di Cesar spa.

“Purtroppo a oggi nulla di concreto - dichiara Lorenzo Pinzi, rappresentante di Uiltucs Toscana, area senese, nella Rsa aziendale -. Non c’è chiarezza, parole al vento, nulla di stabilito. Le proposte fin qui enunciate, improponibili. Vanno chiaramente a ridurre i nostri compiti, da magazzinieri esperti nelle mansioni richieste a queste figure professionali, che si occupano dei centri di distribuzione della merce, a commessi in negozi che distano almeno 50 km dalle nostre residenze. Ci aspettiamo che l’azienda metta nero su bianco le sue proposte. Finché non avremo delle proposte decenti, utilizzeremo tutte le strategie e le armi che sono a nostra disposizione”.

E, di seguito: “Da parte nostra c’è disponibilità a collaborare, ma a fini costruttivi. È chiaro che se arriva un tir, per caricare la merce, noi lo blocchiamo, come abbiamo fatto qualche giorno fa, proclamando due ore di sciopero. I lavoratori sono ancora in stato di agitazione sindacale. Una proposta concreta sarebbe quella di mantenere il sito logistico. Il magazzino ha lavorato bene in oltre 30 anni di attività. Ha servito oltre ottanta punti vendita in Toscana e tre nel Lazio. Con i vecchi proprietari siamo riusciti a rifornire tutti i negozi, senza alcun problema”.

A questo punto Pinzi aggiunge: “Tengo a dire che, nonostante la situazione, siamo presenti sul luogo di lavoro e stiamo eseguendo gli ordini, preparando la merce che va spedita nei vari magazzini. Non ci opponiamo al lavoro. Ci opponiamo al fatto di dover caricare la merce, di cui il magazzino è ancora pieno”. E questa - prosegue - “è l’unica arma che purtroppo abbiamo in mano”. La nuova proprietà ha fatto capire che di questo magazzino, con 56 dipendenti, può fare a meno. Ha già cinque punti operativi, gestiti da cooperative.

Fino al 27 marzo, in occasione del tavolo con il sindacato nazionale per la fusione per incorporazione, non sapevamo nulla - spiega la Rsa. -. È stato un fulmine a ciel sereno. Le prime avvisaglie, comunque, a fine febbraio, quando non furono rinnovati due contratti in scadenza. Poi la doccia gelida. Siamo rimasti tutti molto scossi, ma oggi siamo tutti solidali e uniti. E remiamo tutti nella stessa direzione”.

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