perugia
E’ stata trovata senza vita da un’agente della polizia penitenziaria addetta alla vigilanza del carcere di Capanne la detenuta di 41 anni, morta nella notte tra venerdì e sabato nell’istituto penitenziario perugino.
L’agente ha dato l’allarme una volta resasi conto che la donna non stava respirando, ma all’arrivo del personale sanitario non c’è stato nulla da fare. Sul posto è intervenuta anche l’autorità giudiziaria con il pubblico ministero Laura Reale e il medico legale per tutti gli accertamenti del caso al fine di determinare le cause del decesso. L’ipotesi più accreditata in un primo momento era quella di una morte per cause naturali, anche se sarà solamente l’autopaia a stabilire se la donna possa aver ingerito un cocktail letale di farmaci.
“Con sentimento di dolore e mestizia, devo confermare la morte in carcere di una giovane detenuta di 41 anni ternana per cause ancora in corso di accertamento - scrive in una nota il garante dei detenuti della Regione Umbria, Giuseppe Caforio - L’evento ha visto impegnato tutto personale del carcere di Capanne, dalla direttrice alla comandante della polizia penitenziaria, come anche l’area medico sanitaria con massima dedizione e a loro intendo rivolgere le più sentite condoglianze estese peraltro a tutta la comunità carceraria in questo momento sotto shock per l’accaduto”. La morte di una giovane donna “in un contesto già carico di problematiche note, costituisce fatto scioccante che fa riflettere e impone ancora una volta la necessità che vi sia un impegno forte e concreto verso la risoluzione dei principali problemi che attanagliano il sistema carcerario e quindi il sovraffollamento, la carenza di personale della polizia penitenziaria e il rafforzamento delle strutture trattamentali sociosanitarie - aggiunge Caforio - Le più sentite condoglianze anche nei confronti dei familiari della detenuta”.
A intervenire è stato anche Angelo Romagnoli della segreteria regionale Uilpa, che ha voluto richiamare con forza l’attenzione dei superiori uffici dipartimentali “su una situazione ormai non più sostenibile. Ancora una volta gli agenti della penitenziaria si sono trovati ad affrontare un evento drammatico in condizioni di grave carenza di organico. E’ inaccettabile che tali tragedie si inseriscano in un contesto caratterizzato da croniche carenze di personale e da carichi di lavoro sempre più gravosi, con turni massacranti anche di 16 ore consecutive. La Uil ribadisce la necessità di un intervento immediato dei superiori uffici dipartimentali e del provveditorato per una assegnazione di un congruo numero di agenti di polizia penitenziaria”.
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