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Rider minacciata durante una consegna in pieno centro: scatta la denuncia

16 Aprile 2026, 11:08

Rider minacciata durante una consegna in pieno centro: scatta la denuncia

Rider minacciata durante una consegna in pieno centro. E alla fine scatta la denuncia.

In primo piano, in questa vicenda di cronaca avvenuta pochi giorni fa, c’è anche la questione dei tesserini identificativi che i rider devono possedere per effettuare ordini e consegne.

I fatti. Lunedì sera una rider è andata a ritirare degli ordini in una rosticceria non distante da palazzo Spada. La donna si sarebbe trovata nel mezzo di un’accesa discussione tra altri fattorini già presenti sul posto e i titolari del locale per via di alcuni di loro che, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbero voluto effettuare ordini senza essere in regola, ovvero senza possedere il tesserino.

Alta tensione

Davanti al locale la situazione è degenerata quando alcuni rider hanno iniziato a creare disordini per accaparrarsi le consegne, senza tesserini identificativi e utilizzando “fake Gps” per truccare il sistema.

Tra i vari rider c’era pure chi il tesserino lo possedeva, ma non lo mostrava come prevede il regolamento. Quando la donna, che era insieme al marito, ha preteso onestà e trasparenze, uno dei rider ha iniziato ad insultarla e a minacciarla di morte, minacce verbali accompagnate anche da gesti che mimavano la violenza.

Un clima tesissimo, con la conseguente chiamata al 112. All’arrivo delle forze dell’ordine però il rider delle minacce si era già dileguato.

La donna il giorno seguente ha sporto denuncia ai carabinieri che ora stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Nuove regole

Una vicenda che dunque mette in primo piano la sicurezza, con l’invito a chi deve fare i controlli a tenere alta la guardia.

Com’è noto, dallo scorso primo aprile a Terni è operativo il tesserino identificativo per i rider che il Comune, tra i primi in Italia, ha voluto introdurre.

Un esordio positivo, come ha dichiarato l’assessore al Commercio Gabriele Ghione, con decine di lavoratori, oltre 40, che hanno voluto avvalersi di questo strumento che rappresenta soprattutto una tutela per i consumatori, gli esercenti e i lavoratori.

Tecnicamente il tesserino viene rilasciato su domanda dalla società Terni Reti Srl, deve essere tenuto esposto dal rider all’atto del ritiro presso l’esercente e della consegna dei prodotti al consumatore finale. In mancanza del tesserino è prevista una sanzione pecuniaria da 80 a 480 euro.

Molti, ma non tutti hanno aderito. Perché c’è chi preferisce continuare come ha sempre fatto, avvalendosi delle più note catene nazionali di delivery.

Tesserini, pro e contro

Il caso, ad esempio, riguarda McDonald’s Italia che, al momento, non avrebbe aderito al tesserino. A spiegarne i motivi è Alessio Badoglio, portavoce dei rider di Terni: “Abbiamo parlato con tutti e tre i punti di McDonald’s Italia presenti a Terni, siccome sul regolamento c’è scritto che non hanno l’obbligo di dotarsi di questo tesserino, hanno scelto di non avvalersene continuando dunque a operare con le loro piattaforme di prenotazione. Ho spiegato anche varie alternative più “soft”, che questo regolamento non riguarda solo i rider, ma tutta la città, ho fatto anche notare che è l’unica catena a non avere aderito: speriamo che tutto ciò porti a qualcosa”.

Il tema, come fa notare Alessio Badoglio, riguarda un po’ tutti: rider, clienti, ristoratori e cittadini e quanto accaduto lunedì sera è da esempio.

Rider in campo

“Come rider che ogni giorno lavora sulle strade della città, sotto il sole e sotto la pioggia, nel traffico e nei rischi quotidiani - aggiunge - non posso non esprimere amarezza per questa mancata collaborazione. E’ vero, il tesserino, in alcuni casi non è formalmente obbligatorio. Ma qui non si parla di obblighi imposti, ma di buonsenso: tutti gli altri locali della città, così come le principali catene del settore, hanno aderito senza esitazione. Chi lavora come rider sa quanto sia importante essere riconosciuti, rispettati e considerati parte di un sistema che funziona.

Il tesserino non è solo un pezzo di plastica: è un simbolo di professionalità, è una tutela per noi e per chi riceve il servizio”.

Dal canto suo McDonald’s Italia ha, legittimamente, le sue idee al riguardo e, per il momento, taglia corto: “Abbiamo ricevuto la segnalazione di questa iniziativa attraverso il nostro servizio clienti - informa McDonald’s Italia. Al momento stiamo approfondendo le modalità operative per valutare possibili sviluppi”. Dunque non si tratta di un no, la porta resta aperta ma, per adesso, la nota catena di fast food proseguirà a utilizzare i rider accreditati con le piattaforme nazionali del delivery.

Nel frattempo i controlli della polizia locale procedono e nei prossimi giorni saranno effettuati blocchi anche davanti ai locali.

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