Cronaca
La presentazione della proposta di legge sul concetto di remigrazione, organizzata venerdì da Casa Pound nella sala del consiglio comunale di Todi, accende il dibattito a pochi giorni dalla Festa della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo. Perché, se da un lato gli organizzatori difendono quanto fatto (“Non ci fermano le solite pagliacciate provocatorie di chi disprezza questa nazione: Anpi, certi sindacati e qualche politico locale”, scrive sui social il consigliere comunale di Per Todi con Ruspolini, Andrea Nulli), dall’altro ci si chiede l’opportunità di concedere una sala comunale “a coloro che si dichiarano fascisti del terzo millennio”, dice Camilla Todini, presidente della sezione locale Anpi.
Venerdì nella sala del consiglio comunale è stata presentata la proposta di legge Remigrazione, alla presenza di Luca Marsella, presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, del consigliere Nulli e di Cristiano Coccanari, di Remigrazione e Riconquista Umbria. “Un appuntamento pubblico per parlare senza ipocrisie di un tema che riguarda il destino delle nostre città, delle nostre comunità e dell’Italia - avevano spiegato gli organizzatori nel presentare l’incontro - L’immigrazione di massa non è inevitabile. È una scelta politica. E proprio perché è una scelta politica, può essere fermata”.
Immediata era stata la critica dell’Anpi di Todi che chiedeva al Comune di prendere le distanze dall’iniziativa, fissata tra l’altro nel giorno in cui si celebra la liberazione di Alfonsine per mano del Gruppo di combattimento Cremona, impresa che valse la cittadinanza onoraria e medaglie al valore anche a 17 giovani tuderti.
E così venerdì, mentre nella sala del consiglio comunale andava in scena l’incontro alla presenza di una trentina di persone - “Grazie a chi c’era. Presenza, attenzione e determinazione fanno la differenza”, il commento sui social di Nulli - fuori si è svolto un presidio in difesa della Costituzione e dei valori fondanti della Repubblica organizzato dall’Anpi e a cui hanno partecipato molte sigle associative, sindacali e partitiche della regione, oltre a tanti cittadini. “Noi eravamo lì per difendere la nostra Costituzione e tutti gli intervenuti hanno preso le distanze da questa proposta di legge. I promotori si dichiarano i fascisti del terzo millennio, e non dovrebbe essere così facile occupare con certe argomentazioni le sale istituzionali”.
Come detto, venerdì era anche l’anniversario della liberazione di Alfonsine: “Una volta andavamo lì, adesso non si manda più nemmeno il gonfalone - aggiunge Todini - L’ordinamento repubblicano è contrario al fascismo e anche le istituzioni che lo rappresentano dovrebbero fare altrettanto. Siamo anche alle porte del 25 aprile, se non facciamo qualcosa diventa privo di significato”.

Alla manifestazione sono intervenuti, tra gli altri, il senatore Walter Verini, l’onorevole Emma Pavanelli, il consigliere regionale Fabrizio Ricci, i consiglieri comunali Fabio Catterini e Andrea Caprini, Giorgio Squilloni di Potere al Popolo, Mario Bolli per l’Umbria per la pace, la Spi Cgil, il coordinamento Donne Spi Cgil, l’associazione Franca Viola coordinamento Donne Todi e Unione delle donne in Italia Perugia.
“Noi abbiamo aderito da subito - spiega Fabrizio Fratini, segretario generale dello Spi-Cgil provinciale - La nostra idea di società è quella di una società che sia accogliente e solidale, non che vuole fare i respingimenti e le discriminazioni”.
“Siamo consapevoli che il nostro Paese non ha mai realmente chiuso con il fascismo - dice Udi Perugia - Il femminismo intersezionale ci ha insegnato che le discriminazioni si sovrappongono e le nostre sorelle migranti subiscono discriminazioni multiple, non solo in quanto donne. Per tutti questi motivi eravamo a Todi, per rappresentare il nostro più totale sdegno nei confronti di una ripugnante iniziativa di fatto legittimata dalle istituzioni tuderti attraverso concessione di luoghi, tempi e spazi”.
Sul perché il Comune di Todi abbia concesso degli spazi all’iniziativa è intervenuto il sindaco Antonino Ruggiano. “Il consigliere comunale Nulli ha chiesto la sala per presentare il progetto di legge, hanno raccolto 150 mila firme in Italia e per me quella sala è aperta a tutti, finché si parla e si discute civilmente - spiega - Poi se entriamo nel merito io sono contrario alla remigrazione, però finché ci sarò io tutto è libero. Se una persona decide di cosa si può parlare e di cosa no, allora quella è una posizione fascista. Io ho sempre fatto così con tutti, le sale del Comune sono a disposizione di qualsiasi dibattito, anche se posso non essere d’accordo”.
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