Cronaca
Assolto per insufficienza di prove al termine dell’abbreviato. E’ finita così, dinanzi al gup, il processo a carico di un 43enne ucraino, accusato di avere ceduto una dose mortale di eroina a una connazionale che, il 3 luglio del 2021 era deceduta. La procura lo accusava di averle “ceduto eroina nonostante la donna fosse in evidente intossicazione di alcol” - aveva un tasso alcolico di 3,77 . L’accusa parlava di “conseguenza prevedibile” visto anche che meno di due mesi prima era andata in overdose a causa dello stesso mix in presenza dell’imputato. Ad indicarlo come pusher - presentandosi spontaneamente in caserma - erano stati sia il fidanzato della vittima che una sua amica. Proprio quest’ultima, sosteneva di averla vista una settimana prima della sua morte. L’imputato - difeso dall’avvocato Matteo Marinacci che aveva chiesto un supplemento di indagini - diceva invece di averle viste insieme quel giorno e si dichiarava innocente. Il pm aveva chiesto una condanna a 3 anni, ma il gup ha accolto la richiesta del legale e lo ha assolto.
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