CRONACA
Giro di vite da parte dei carabinieri - nucleo Ispettorato del lavoro e comando provinciale di Terni - insieme al personale dell'Ispettorato territoriale del lavoro e della polizia locale di Terni, nei giorni scorsi, nel settore dei servizi alla persona e in particolare i cosiddetti barber shop.
Sotto la lente sono finite 6 attività commerciali che si trovano in città e - secondo quanto riferito dall'Arma ternana - “sono emerse violazioni gravi e sistematiche”.
Tanto che cinque titolari d'impresa - quattro cittadini stranieri e un italiano - sono stati denunciati “per violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro avendo omesso adempimenti fondamentali come la sorveglianza sanitaria, la formazione-informazione dei dipendenti e la gestione delle emergenze”.
A due dei denunciati è stata contestata anche la violazione dello Statuto dei lavoratori, per aver “installato impianti di videosorveglianza senza alcuna autorizzazione”.
In un caso i controlli hanno fatto emergere la presenza di due lavoratori completamente in nero - senza alcun contratto né tutela - e l'attività è stata immediatamente sospesa.
Sospensione anche per altri due esercizi, “per gravi carenze in materia di sicurezza, che hanno reso i locali inidonei alla prosecuzione dell'attività”.
In questo contesto la polizia locale di Terni ha riscontrato numerose violazioni amministrative relative al regolamento comunale degli acconciatori e alle norme sul commercio: fra cui, l’esercizio dell'attività in assenza del direttore tecnico, la mancata esposizione delle tariffe e degli orari e l'assenza della Scia.
In un caso è stata accertata anche la vendita abusiva di prodotti cosmetici in assenza di autorizzazione commerciale.
In totale, le sanzioni elevate ammontano a circa 90 mila euro: 63.680 euro per violazioni penali in materia di sicurezza, 14.900 euro in materia di lavoro inclusa la maxi-sanzione per il “sommerso” e 12 mila euro per violazioni amministrative contestate direttamente dalla polizia locale.
L'operazione - come ricordano i carabinieri - “conferma l'impegno incessante degli organi ispettivi preposti a garantire la tutela dei diritti dei lavoratori, la sicurezza degli ambienti di lavoro e il rispetto delle regole di concorrenza leale, a protezione delle imprese che operano correttamente sul mercato”.
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