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CRONACA

Rissa in un bar a Terni, locale chiuso per 15 giorni: "A rischio il lavoro di 10 famiglie"

Il provvedimento della questura era scattato dopo la rissa. E un altro episodio di violenza denunciato dal Jonas Club Arci

03 Aprile 2026, 15:47

Rissa in un bar a Terni, locale chiuso per 15 giorni: "A rischio il lavoro di 10 famiglie"

La rissa anche a colpi di bottiglia immortalata in un video diventato virale, quindi il provvedimento della questura con la chiusura del luogo scenario del violento fatto di cronaca in città. Si parla del Caffè Commercio, il locale di via Di Vittorio dove la notte dello scorso 27 marzo è avvenuto il violento pestaggio con un arresto e due persone rimaste ferite, una delle quali ricoverata in ospedale. Da qui la decisione del questore Michele Abenante di sospendere l’attività del bar per 15 giorni, su proposta dei carabinieri intervenuti sul posto e che ora stanno portando avanti le indagini a caccia di altri complici.

Fin qui la cronaca. Ora però arriva lo sfogo dei dipendenti del locale, preoccupati per il loro lavoro. Uno sfogo e un accorato appello che hanno fatto attraverso i social media, chiedendo aiuto e solidarietà, con il messaggio preciso di rivedere la durata del provvedimento: “Siamo i dipendenti del Caffè Commercio – scrivono -. Da giorni il nostro locale è chiuso per 15 giorni a seguito di un provvedimento ai sensi dell’art. 100. Non entriamo nel merito della decisione, ma non possiamo restare in silenzio. Questa chiusura – rimarcano - mette a rischio il lavoro di 10 famiglie. Dieci storie, dieci vite che oggi si trovano in difficoltà. Il Caffè Commercio è aperto da oltre 30 anni. Un punto di riferimento che, soprattutto nell’ultimo anno, ha scelto responsabilmente di non lavorare nelle ore notturne per limitare situazioni potenzialmente pericolose. Nonostante l’impegno costante dei titolari e di tutto il personale – continuano - ci troviamo spesso a gestire contesti complessi, a volte imprevedibili, legati a un disagio che tutti conosciamo e che non può ricadere interamente su chi lavora”.

Quindi il messaggio: “Oggi chiediamo alle istituzioni un gesto concreto: rivedere la durata di questa chiusura. Quindici giorni sono un tempo troppo lungo, che rischia di avere conseguenze irreparabili. Chiediamo anche a voi, cittadini, di non lasciarci soli. Il vostro supporto, anche solo condividendo questo messaggio, può aiutarci a farci ascoltare. Difendere questo locale significa difendere il lavoro, la dignità e il futuro di 10 famiglie”.

Un locale, il Caffè Commercio, ormai storico, noto per essere tra i pochi in città a restare aperto fino a notte fonda. Ora la rissa di pochi giorni fa mette in dito nella piaga, con i dipendenti che si tirano fuori dal grave fatto, dichiarandosi penalizzati e chiedendo sostegno. Il video che riprende la brutale aggressione ha permesso alle forze dell’ordine di risalire in parte ai protagonisti: un marocchino di circa 20 anni è finito in manette, sarebbe stato lui a innescare la rissa ai danni di due fratelli di origini rumene intervenuti nel tentativo di calmare alcuni soggetti, sembra tre, che dopo aver bevuto più di qualche bicchiere, avevano iniziato ad assumere atteggiamenti pesantemente molesti nei confronti della barista e dei clienti.

La rissa era iniziata davanti al bancone con le immagini che mostrano le botte tra il gruppo, compresa una bottiglia spaccata addosso a una persona. Quindi la scena si trasferisce davanti all’ingresso del bar dove un soggetto ‘stende’ due persone, una delle quali nel cadere batte anche la testa sul cordolo del marciapiede, per poi essere presa a calci anche in faccia, sempre dallo stesso aggressore. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, il marocchino sarebbe colui che nel parapiglia ha spaccato la bottiglia addosso a uno dei due rumeni poi finito all’ospedale con 30 giorni di prognosi. Fatti gravi che ora si ripercuotono sui dipendenti del bar costretti a non lavorare per mezzo mese.

Un simile episodio pochi giorni fa è accaduto anche in un circolo in pieno centro, il Jonas Club dell’Arci in via De Filis, dove un cliente che tentava di entrare, dopo ricevuto un diniego perché negli spazi era in corso una festa privata, ha dato in escandescenze, insultando una ragazza per poi tornare con una spranga con cui ha spaccato il vetro della porta d’ingresso del circolo.

Danni e anche qualche post di troppo sui social che ha quindi costretto i titolari a replicare e chiarire i fatti: “Il Jonas Club ha subìto un vile attacco. Proprio perché chiusi al pubblico – scrivono - abbiamo dovuto negare l’accesso ad un ragazzo purtroppo già noto alla nostra comunità per essersi reso colpevole in passato di un piccolo furto ai danni del circolo. La reazione è stata immediatamente violenta, sia verbalmente che fisicamente: non ha solo riversato una pioggia di insulti violenti e machisti contro una delle nostre volontarie, ma ha anche cominciato a colpire la porta. Non contento dell’aggressione verbale, il ragazzo è tornato poco dopo in compagnia di alcuni amici, ha estratto una spranga di ferro e si è accanito contro la porta chiusa del nostro circolo, danneggiandola gravemente mentre i presenti si erano rifugiati all’interno”.

Il circolo Jonas Club parla di “attacco politico” contro chi pratica socialità, aggregazione e comunità ogni giorno. “Esprimiamo massima solidarietà alla nostra volontaria – continua il Jonas Club -. Questo vile attacco ci ricorda perché lottiamo: il nostro territorio ha un disperato bisogno di spazi giovanili liberi e vivi. Per noi la vera sicurezza non si ottiene con le telecamere o militarizzando i quartieri, ma si costruisce garantendo socialità, cultura, politica e aggregazione accessibile e libera dalle logiche di mercato”.

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