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Bastia Umbra

Agriumbria fa il pieno: oltre 85 mila visitatori nel weekend. Il presidente di Umbriafiere, Forini: "Insieme tradizione e innovazione"

Catia Turrioni

29 Marzo 2026, 20:02

Agriumbria

Tanti i visitatori ad Agriumbria 2026

Agriumbria 2026 si conferma uno degli snodi centrali del sistema fieristico italiano. Insieme a Umbriafiere, la manifestazione consolida un modello basato su sinergie tra eventi, territori e filiere produttive, rafforzando il comparto agricolo e zootecnico su scala nazionale.

Nonostante un avvio segnato dal maltempo, la manifestazione ha registrato una presenza significativa di operatori e pubblico superando quota 85 mila visitatori. Un dato che conferma la solidità dell’evento. Il weekend ha poi segnato una crescita costante delle presenze, culminata in una domenica particolarmente partecipata, con famiglie, allevatori e professionisti.

Secondo il presidente di Umbriafiere, Antonio Forini, Agriumbria rappresenta “agricoltura nel senso più autentico”, capace di tenere insieme tradizione rurale e innovazione tecnologica. Un equilibrio che si riflette anche nei numeri: le prime stime indicano un’affluenza in linea con il 2025, oltre le 85mila presenze, confermando la fiera tra le principali del settore in Italia e leader nel Centro-Sud, soprattutto per la zootecnia.

Determinante il contributo del sistema allevatoriale nazionale, con la partecipazione di realtà come Associazione italiana allevatori, Associazione allevatori Umbria e Marche e Federazione delle associazioni nazionali di Razza e Specie. In primo piano il comparto bovino da carne, con le attività di Associazione nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne e le mostre nazionali di Associazione nazionale Allevatori delle razze Charolaise e Limousine Italiane.

Ampia anche la partecipazione istituzionale e accademica, con Regione Umbria e il Dipartimento di Agraria dell’Università di Perugia, oltre alle collaborazioni con FederUnacoma e Federacma. Presente l’intero sistema delle organizzazioni agricole: Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori.

In questo contesto, Umbriafiere si propone sempre più come hub strategico: non solo sede espositiva, ma piattaforma di connessione tra imprese, istituzioni e innovazione. Il piano di rilancio del quartiere fieristico - tra restyling e ammodernamento - punta a rafforzare competitività e attrattività, con una visione di lungo periodo.

Centrale anche il ruolo della Regione Umbria, protagonista con la “Casa dello sviluppo rurale”: uno spazio dedicato a innovazione, sostenibilità e politiche agricole, con focus su transizione ecologica, filiere locali e strumenti di supporto alle imprese, in particolare attraverso il Complemento di sviluppo rurale.

L’edizione 2026 si distingue infine per l’attenzione ai grandi temi globali: cambiamento climatico, gestione delle risorse naturali, sicurezza alimentare e innovazione tecnologica. Dall’agricoltura di precisione alla digitalizzazione, fino alla gestione delle risorse idriche, emerge un settore in trasformazione che punta su sostenibilità e competitività.

Agriumbria si conferma così non solo vetrina espositiva, ma piattaforma di confronto e sviluppo: un luogo dove si incontrano mercato, politiche pubbliche e visioni strategiche per il futuro dell’agricoltura italiana.

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