CRONACA
Le indagini per ricostruire la presunta rete collegata a Sara Ardizzone puntano sulla provincia di Perugia. Proprio per i forti legami della 36enne con il territorio umbro - è cresciuta e ha studiato a Perugia, è stata poi residente a Sant'Anatolia di Narco, frazione di Castel San Felice - le forze dell'ordine sono in stato di allerta. Le indagini si concentrano qui dopo l'esplosione del casale nel parco degli Acquedotti a Roma in cui l'anarchica è morta insieme al compagno Alessandro Mercogliano. L'ipotesi, come è noto, è che stessero costruendo un ordigno. A Sant'Anatolia, stando a quanto ricostruisce il sindaco Tullio Fibraroli, sono passate più persone nella casa di residenza di Ardizzone. Il primo cittadino conferma anche le perquisizioni.
“Sono state effettuate delle verifiche a Castel San Felice la sera stessa dell'esplosione”, spiega Fibraroli al Corriere dell'Umbria.
“Sara Ardizzone l'avevo vista di sfuggita qualche anno fa. Nella stessa piccola frazione, appena è venuta, è stata notata, la comunità è molto piccola. Poi però sempre meno e molto più raramente. Non ci sono stati contatti particolari con la cittadinanza.
Aveva degli amici che la venivano a trovare, qualcuno è stato anche residente nella frazione. Alcuni di questi, a quanto mi risulta, sono attualmente residenti all'estero”.
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