Giovedì 19 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

L'INCHIESTA DEL CORRIERE

Il salasso dei danni per le buche: ecco quanto ci costano. Il conto delle riparazioni fatte da un gommista

Si va da 500 sino a 1.800 euro. "Gli pneumatici si cambiano a coppie dopo una rottura"

Claudio Sampaolo

19 Marzo 2026, 15:00

Il salasso dei danni per le buche: ecco quanto ci costano. Il conto delle riparazioni fatte da un gommista

Alla ricerca dei riparatori di gomme finite in buca l’auto viaggia verso un’autofficina in zona Sant’Andrea delle Fratte, periferia di Perugia, paradossalmente finendo dentro varie trappole. Prima il cantiere del Metrobus di Vestricciano (ma qui alla fine asfalteranno), poi il dedalo di strade di Casenuove, massimamente quelle in zona Dogana, dove bisogna fare una scelta: o si fa uno slalom gigante rischiando di andare a sbattere contro chi arriva dalla parte opposta o si accetta obtorto collo il destino. La seconda, male minore.


Il gommista


Moreno fa il gommista, ed a precisa domanda estrae un conteggio che può andare da 500 a 1800 euro a buca nel caso peggiore. Troppo? Ascoltatelo.

"Posso dire anzitutto che i danni provocati dalle buche sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni. La struttura dello pneumatico è composta da mescole di gomma, naturale o sintetica, con nero fumo, silice, fili d’acciaio e fibre tessili come nylon o poliestere. È suddiviso in quattro parti, ma quella più vulnerabile è la parete laterale o spalla essendo essenzialmente una tela composta da fibre tessili, mentre il battistrada ha al suo interno fibre d’acciaio, poi troviamo l’ancoraggio, che serve a tenere la gomma nel cerchio tramite un anello d’acciaio e infine il rivestimento interno, la carcassa. L’impatto forte con una buca o con altre difformità, tipo uno spigolo o un marciapiede, colpisce sempre la spalla. La rottura interna provoca l’uscita di aria che spinge la gomma verso l’esterno, creando una bolla o, molto più comprensibilmente anche un’ernia, esattamente come quelle che possono comparire nel nostro fisico. Dopo aver provocato la rottura delle tele, uscendo sempre più, l’aria, unita al peso della vettura ed al rotolamento dello pneumatico tende ad allargare la “bolla” fino a scoppiare, provocando anche perdita di stabilità con quello che può conseguire per il rischio di incidenti".


- Si può riparare questo danno?
No, la rottura sul laterale non si aggiusta, la gomma va cambiata. Qualcuno effettua questa riparazione, ma è ad alto rischio ed è vivamente sconsigliata. Inoltre va cambiata anche l’altra, a meno che il “treno” non sia quasi nuovo, con meno di tre mesi o 5000 chilometri percorsi.

- Costi per due gomme nuove?
Dipende in genere di quali auto si parla, ma dobbiamo considerare che marciando sulle strade di oggi il problema maggiore è costituito dagli equipaggiamenti che montano le nuove vetture, cioè tutte gomme da 17-18-19-20 pollici con le “spalle” molto basse che ammortizzano meno il colpo che arriva dalla buca. Parliamo di gomme che hanno un costo di 200-250 euro l’una, oltre alla convergenza, che va ovviamente rifatta. Un altro danno collaterale riguarda l’altezza di queste spalle, che nelle auto odierne è tra 45 e 55 (il numero indica che l’altezza è pari al 45-50% della larghezza del battistrada; ndr) e in questi casi il cerchio in lega di alluminio si abbozza e si piega. Di solito si rettifica, a meno che non si rompa e va cambiato. Costo? Dai 200 ai 300 euro.

- Le due ruote subiscono gli stessi effetti e costi?
Per motorini e motociclette, oltre al danno economico, transitando dentro le “nostre” buche profonde 6-7 centimetri la cosa peggiore è cadere e farsi male. Però, il danno eventuale al mezzo non è minore, solo diverso, perché si rompono più i cerchi rispetto agli pneumatici. Sempre che non vengano interessate forcella, ammortizzatore o altro.

Il meccanico

Moreno passa il microfono a Giuseppe, il meccanico dell’officina, indaffarato sotto il ponte.
Spiega: “Un impatto economicamente importante deriva dalla possibile rottura dell’ammortizzatore e, teoricamente, anche del suo supporto, del tirante della barra stabilizzatrice, del braccio oscillante e in generale di tutte le varie componentistiche dell’avantreno. Un ammortizzatore di media costa sopra 100 euro, ma bisogna tener presente che per cambiarlo sono necessarie anche 3-4 ore di manodopera, dovendo togliere parecchie altre parti meccaniche, poi il pezzo va posto su un macchinario apposito e stabilire se la molla è compromessa e va cambiata così come occorre valutare se la buca ha provocato anche la rottura del supporto.


- Riepilogando, a diagnosi fatta, quanto dovremmo spendere nel caso peggiore?

Cinque-seicento euro solo per l’avantreno, ma occorre considerare che anche gli ammortizzatori si cambiano a coppia, perché non se ne può inserire uno nuovo con resa al 100 per cento accanto ad uno vecchio che arriva al 70. Arriviamo all’incirca a mille euro.


L’elettrauto


Nell’autofficina c’è spazio anche per un inciso sul consumo delle lampadine, altro danno collaterale delle buche.
L’esempio facile da capire - racconta l’elettrauto – è relativo alla abat-jour che avete sul comodino. Se nessuno la tocca la lampadina dura anni. Se qualcuno cominciasse a sbatterla, anche accidentalmente, si romperebbe in pochi secondi. Le auto elettriche? Bisognerebbe valutare cosa succede a lungo andare con batterie e cablaggi, ma ancora non ci sono dati a sufficienza”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie