cronaca
“Assolveteli perché non hanno commesso alcun reato”. Sono queste le richieste degli avvocati David Brunelli e Francesco Falcinelli, che assistono rispettivamente la ex rettrice Giuliana Grego Bolli, la professoressa Stefania Spina e l’ex direttore generale dell’Unistra, Simone Olivieri, avanzate ieri mattina al termine delle loro arringhe. In particolare, il professor Brunelli, che ha parlato per 3 ore con l’uso delle slides, ha chiarito il contesto tecnico dell’esame e la reale partecipazione delle docenti. Brunelli ha sottolineato che “nessuno dei reati è stato commesso”, evidenziando come i reati loro contestati — tra cui falso ideologico, falso materiale e rivelazione di segreto d’ufficio — non trovino fondamento e come l’esame fosse di natura ordinaria. “In questa discussione finale, per difendere la professoressa Giuliana Grego Bolli e la professoressa Stefania Spina, ho passato in rassegna meticolosamente tutte le prove raccolte in questo processo e sono pervenuto alla conclusione che nessuno dei reati è stato commesso. Questo perché non c’è traccia del piano ‘criminoso’ di cui parla la Procura e al quale sarebbero curiosamente estranei i principali interessati (Suárez, la Juventus), che sarebbe stato ordito all’interno dell’Università per Stranieri per promuovere il calciatore senza un vero esame.
In realtà, Suárez ha potuto fruire di una fortunata contingenza che riduceva l’esame a una conversazione di soli 12 minuti, ampiamente guidata dalle informazioni che comparivano sul sito internet del CVCL e sulle regole d’ingaggio che gli hanno consentito di scegliere gli argomenti da trattare. La professoressa Spina lo ha semplicemente preparato per superare questo tipo di esame semplificato, che risulta essere stato superato in quel periodo in Italia dal 98% dei candidati; la professoressa Grego Bolli, Rettrice all’epoca dei fatti, non si è mai occupata della vicenda se non per raccomandare serietà e rigore, non certamente per chiedere alla Commissione di promuovere il candidato quale che fosse il suo livello di conoscenza della lingua. Purtroppo, una corretta valutazione di questo fatto di ordinaria amministrazione è stata resa difficile dall’enorme grancassa mediatica che la vicenda ha riscosso; ma sono sicuro che - conclude - a distanza di più di cinque anni, il Tribunale di Perugia valuterà le imputazioni con totale serenità e distacco, e finirà per restituire dignità a due persone che sono state devastate umanamente e professionalmente, solo per aver fatto il loro dovere”.
Anche l’avvocato Francesco Falcinelli spiega che il suo assistito non ha commesso alcun reato. “Olivieri - dichiara - ha compiuto attività funzionali all’interesse dell’Ateneo, dirette a garantire lo svolgimento della prova di esame Cel B1 immigrati richiesto da Suarez. L’attività si è svolta regolarmente previo svolgimento del corso di preparazione svolto dalla professoressa Spina. L’esito della prova - aggiunge - costituito dal rilascio dell’attestato di idoneità è nel perimetro della semplificazione operata in epoca Covid, che vedeva una percentuale di ammessi superiore al 97%, in specie si trattava di un colloquio solo orale in conformità alla disciplina emergenziale della durata di circa 10/12 miniti. Suarez, così come la stragrande maggioranza, pressoché totalitaria, dei candidati, ha superato la prova. Ne consegue l’infondatezza delle censure articolate nei confronti del mio cliente”. Nella precedente udienza, il pm Giampaolo Mocetti aveva chiesto condanne a due anni e otto mesi per Spina e Grego Bolli e due anni e quattro mesi per Olivieri.
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